Cronaca

Processo Don Fusta, in aula la mamma della 12enne vittima di abusi: “Mi disse denunciare è contro la chiesa”

Don Luigi Fusta

Pietra Ligure. E’ ripreso questa mattina il processo che vede a giudizio Don Luigi Fusta, l’ex sacerdote della parrocchia pietrese di San Nicolò, accusato di favoreggiamento personale di un pedofilo. Al religioso viene contestato il fatto di aver consigliato alla madre di una presunta vittima di abusi di non sporgere denuncia alle autorità.

I fatti presi in esame risalgono al 2006: al centro dell’episodio c’era una ragazzina dodicenne che, secondo l’accusa, venne palpeggiata da un sessantenne loanese, amico della famiglia, che si era detto disponibile a far compagnia alla piccola a letto con l’influenza. In aula questa mattina è stata sentita come testimone proprio la mamma della ragazzina che ha ripercorso il momento in cui si confidò con il parroco per chiedergli un consiglio.

“Non ricordo bene il periodo, era gennaio o febbraio, ma andai a parlare con lui perché era parroco a Pietra Ligure. Non sapevo come comportarmi, se denunciare quello che era successo. Vedevo che mia figlia non dormiva più da sola e allora ho deciso di parlare con Don Fusta perché conosceva quella persona. Siamo andati nel suo ufficio in parrocchia ed eravamo solo noi due. Gli ho parlato di mia figlia e lui disse di non fare denuncia, di dire a mia figlia che farlo è contro la chiesa” ha raccontato la madre della ragazzina.

“Ricordo che alla fine della nostra chiacchierata mi ha fatto il gesto del ‘ti assolvo’ come se mi fossi confessata, ma per me non era una confessione. Io non gli ho detto il nome di quell’uomo, ma quello della moglie” ha precisato la mamma della presunta vittima che però non ha dubbi sul fatto che Don Fusta, conoscendo i coniugi, avesse capito di chi si stava parlando. Al termine della deposizione il processo è stato rinviato al prossimo luglio quando continuerà l’audizione dei testimoni.

Per questa vicenda Don Fusta, inizialmente, era stato assolto dal gup Emilio Fois, ma la sentenza era poi finita in Cassazione e di lì il fascicolo era tornato a Savona dove, in seconda battuta, era arrivato il rinvio il giudizio.

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