Piaggio Aero, i sindacati avvisano: “Tregua, ma non resa. Attendiamo l’incontro al Ministero” - IVG.it
Economia

Piaggio Aero, i sindacati avvisano: “Tregua, ma non resa. Attendiamo l’incontro al Ministero”

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Finale L./Villanova. I sindacati non mollano. “Sulla vicenda Piaggio Aero è necessario che avvenga un confronto vero, non è accettabile che l’azienda si limiti a ribadire unilateralmente le proprie intenzioni, garantendo solo formalmente la propria disponibilità a discutere, ma rifiutandosi di trattare ogni modifica ad un piano industriale che comporterà la chiusura di due siti in Liguria e lo spostamento delle attività produttive su di un unico sito”. Queste le parole di Matteo Bellegoni, coordinatore regionale Fiom Cgil, sopo l’assemblea di stamattina a Sestri Ponente.

Il sindacato chiede l’apertura di una nuova fase, dove la proprietà non si limiti a garantire la disponibilità ad annunciare le proprie scelte unilaterali, ma vi sia una trattativa vera, in grado di trovare quelle garanzie industriali, occupazionali e sociali, che fino ad oggi sono mancate.

“Dal confronto che avverrà al Ministero devono uscire garanzie occupazionali e reddituali per i lavoratori di entrambi i siti, così come previsto dall’accordo di programma del 2008, che deve essere rispettato ed applicato – conclude – In assenza di garanzie sul mantenimento delle attività produttive in entrambi i territori e un chiarimento sul futuro industriale di Piaggio Aero in Liguria, è necessaria una forte unità dei lavoratori di entrambi i siti, per costruire una mobilitazione di tutti i lavoratori della Piaggio Aero in Liguria”.

Una lunga assemblea quella di stamattina, in cui è stato fatto il punto della situazione e sono stati analizzati i risultati dell’occupazione della fabbrica. “I lavoratori hanno dimostrato un grande coraggio e la loro volontà di lotta, ma anche molta intelligenza dando qualche giorno a Regione e Governo per vedere se esista la possibilità di una trattativa”, dichiara il segretario genovese della Fiom, Bruno Manganaro.

Ma questa non è una resa. “Senza una vera trattativa, la battaglia riprenderà perché per noi il piano industriale è sbagliato, lo stabilimento di Sestri deve rimanere aperto e crediamo che la Piaggio abbia bisogno di mantenere tutte le attività – conclude – non si può confondere la crisi di un momento con il tracollo dell’azienda”.

Oggi è anche stato spiegato ai lavoratori il motivo per cui probabilmente è saltato l’incontro che era stato fissato per il 12 maggio. “Speriamo che il Governo apra una trattativa, c’è dietro anche Burlando e speriamo che serva a mediare – spiega Daniele Tonni, Uilm – certo oggi i lavoratori hanno molti dubbi, sono delusi, ma noi pensiamo che ci sia una via d’uscita, se non per risolvere il piano almeno per modificarlo”.

Possibile piano di salvataggio? “Crediamo solo in quelli sviluppati da istituzioni, sindacati, azienda, e non da altri. Nel frattempo le forme di proteste sono sospese fino a lunedì quando ci sarà un’assemblea con i lavoratori – conclude – Se entro quella data non avremmo un contatto con il governo decideremo come andare avanti”.

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