Cronaca

Crollo di via Mignone, incidente di Alassio e quelle automediche che mancano: solo 3 mezzi per l’intera provincia

sierra4

Savona. La tragedia di Aldo Augeri, il pensionato morto il 14 maggio scorso nel crollo della soletta del suo terrazzo al piano strada, ha riacceso l’attenzione sulle criticità del servizio automedicale nella nostra provincia. Per soccorrere l’anziano è intervenuta Sierra 4, l’automedica in servizio a Pietra Ligure perché al momento dell’emergenza quella di Savona non era disponibile. L’intervento del mezzo da Pietra è stato tempestivo, ma ovviamente (e inevitabilmente) ha comportato un “tempo tecnico” più lungo rispetto a quello che sarebbe servito ad un equipaggio proveniente da Savona.

Il fatto che per prestare soccorso al signor Augeri sia dovuto arrivare un medico da Pietra Ligure (il mezzo di Savona era impegnato nella “scorta” di un paziente di 101 anni verso l’ospedale) non può che far riflettere sulle problematiche che, quotidianamente, devono affrontare gli operatori del 118 impegnati a coprire un territorio molto vasto con tre sole automediche. Una delle quali, Sierra 4, attiva solo dalle 8 alle 20 e non in orario notturno.

Il caso di Aldo Augeri non è isolato: anche nell’incidente che si è verificato sull’Aurelia Bis ad Alassio la scorsa settimana, quando un’auto è stata trafitta dal guardrail, si è verificata una circostanza simile: Sierra 4 infatti non era ancora entrata in servizio e Sierra 2 di Albenga era impegnata in un altro intervento. In un caso simile, rimane solo Sierra 1 da Savona oppure va richiesto l’aiuto dell’automatica di Imperia.

La carenza di mezzi automedicali è un problema molto sentito dagli addetti ai lavori tanto che, nelle scorse settimane, gli operatori del 118 avevano chiesto all’Asl di implementare le ore di servizio di Sierra 4 almeno nei mesi estivi. La proposta di avere l’automedica a disposizione “h24” nel mese di luglio sarebbe stata però respinta dall’Asl per motivi finanziari: purtroppo non ci sono i soldi, avrebbero spiegato i dirigenti. Davanti a queste difficoltà oggettive c’è solo da sperare che, in caso di bisogno, non si verifichino due emergenze in contemporanea.

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