Elezioni Albenga: Guarnieri replica a Cangiano sulla sicurezza in città e a Mesiano sull'Ambra - IVG.it
Cronaca

Elezioni Albenga: Guarnieri replica a Cangiano sulla sicurezza in città e a Mesiano sull’Ambra

guarnieri sanità

Albenga. “È già partito con il piede sbagliato, il candidato Giorgio Cangiano, che fino a pochi giorni fa sosteneva di non voler fare polemica né attacchi. Cambiando opinione perché in difficoltà con la campagna elettorale, ha persino invitato un criminologo, forse pagato dalla Regione Liguria, perché venisse a raccontarci la favola di Cappuccetto Rosso. Con dichiarazioni generiche, avrebbe anche affermato che negli ultimi anni ad Albenga ci sarebbe stato un incremento di reati, frasi in contrasto con quanto dichiarato sia dalle Forze di Polizia che dal Ministero dell’Interno”. L’attacco a Cangiano arriva dalla sua avversaria nella corsa per la poltrona di sindaco Rosy Guarnieri.

“Tuttavia, ciò che importa alla gente, e che preoccupa le autorità attente, è la percezione di sicurezza, che si misura dalla presenza sul territorio di personaggi che sbarcano sulle nostre coste e che, con l’eliminazione del reato di clandestinità, votato anche dall’onorevole Vazio, oggi non vengono neppure più identificati, né registrati. Quotidianamente, entrano irregolarmente sul territorio nazionale circa un migliaio di persone di cui non sappiamo nulla: né le generalità, né eventuali reati precedenti, neppure se sono portatori di malattie infettive: questo è quanto hanno voluto il Governo Renzi e il PD di Andreis-Cangiano, con l’appoggio dell’on. Vazio e la complicità del M5S” aggiunge Guarnieri.

“Il nostro parlamentare – prosegue il candidato sindaco della Lega -, a dispetto di annunci e demagogia in materia di sicurezza – quel tipo di annunci che non piacciono a suo cugino – ha inoltre in poco tempo condiviso già due decreti svuota carceri. Morale della favola: anziché preoccuparsi di garantire la sicurezza dei cittadini, il partito di Vazio e Cangiano lavora per incrementare gli sbarchi, lasciando poi i clandestini liberi di andare a fare ciò che vogliono, e vengono pure mantenuti nel loro soggiorno in Italia, così che trovino il tempo di organizzarsi per entrare nelle maglie della criminalità. Come se ciò non bastasse, forse per aiutare loro a trovare un lavoro nel campo dello spaccio, il Governo ha anche stabilito di depenalizzare lo spaccio di droghe, non più punito con l’arresto, ma con una semplice multa, che ovviamente non verrà mai pagata”.

“La realtà attuale, resa possibile grazie a questi provvedimenti sciagurati, vede più sbarchi e niente reato di clandestinità, meno sicurezza e più delinquenza, meno controlli e più spese – con 300 mila euro al giorno per mantenere i clandestini, con i nostri pensionati che faticano ad arrivare a fine mese. È forse questa, la ricetta di cui parlano il candidato Cangiano e l’onorevole Vazio, per una Albenga più sicura?” conclude Rosy Guarnieri.

Dopo Cangiano, Rosy Guarnieri ha voluto replicare anche all’Associazione Teatro Ingaunia di Mario Mesiano: “Per farlo vorrei utilizzare un antico detto siciliano, sempre valido: avete ragione, ma io non ho torto. Mesiano e la Ingaunia hanno infatti ragione, perché l’acquisizione del Teatro Ambra è stata sì un progetto imprenditoriale privato; ma io non ho torto, perché il finanziamento tutto è stato garantito dal Comune di Albenga e dalla comunità ingauna. 25 mila euro l’anno per la fruizione di 25 serate a spese dell’ente comunale, a disposizione delle associazioni cittadine; 15 mila euro di contributo da parte del Comune per la rassegna teatrale; un contributo della Fondazione De Mari di circa 12 mila euro”.

“Numeri che, sommati, dicono che la comunità, il Comune, l’Amministrazione Comunale e le istituzioni hanno partecipato a salvare l’Ambra con una cifra che supera i 50 mila euro. Questi sono dati inconfutabili, mentre le chiacchiere stanno a zero. Ecco perché non solo difendo, ma ribadisco l’affermazione ‘l’Amministrazione Guarnieri ha avuto un ruolo da protagonista nel salvataggio del Cinema Teatro Ambra’” conclude Guarnieri.

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