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Alassio, “Prevenire le dipendenze e l’incidentalità stradale”: dati allarmanti nel convegno del centro “Pannunzio”

Alassio. Il Centro “Pannunzio” sezione del Ponente ligure “Roberto Baldassarre”
e l’Assessorato alle Politiche sociali della Città di Alassio hanno promosso un evento, venerdì 23 maggio alle 10, presso l’ex chiesa anglicana di Alassio: “Prevenire le dipendenze e l’incidentalità stradale”.

Prenderanno parte all’evento Marco Cammi, docente e saggista, Sandro Chiaramonti, giornalista de La Stampa, Giuliano Faccani, primario di neurochirurgia del Cto di Torino, Tiziana Tassinari,
primario di Neurologia al Santa Corona di Pietra Ligure, Sabina Ferraris, Tenente Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile CC di Alassio, Rachele Donini, psicologa. Ci sarà poi il saluto dell’assessore alle Politiche Sociali e vice sindaco di Alassio Monica Zioni. Moderatore, Marco Servetto, coordinatore del Ponente ligure del Centro “Pannunzio”.

Il convegno, aperto a tutti, soprattutto a giovani, docenti e genitori intende sensibilizzare sul grave fenomeno delle dipendenze da stupefacenti ed alcool, anche in rapporto alle ricadute sociali delle medesime e alla incidentalità stradale, causa maggiore di mortalità tra i 19 e i 29 anni.

Agli studenti verrà rilasciato un certificato di partecipazione. E’ in programma, alla ripresa dell’anno scolastico 2014/15, un incontro specifico riservato ai genitori.

“Apparentemente – riflette la dottoressa Tiziana Tassinari – i temi trattati al Convegno di Alassio possono sembrare lontani , ma in realtà sono estremamente convergenti. Il Trauma Cranico rappresenta , per frequenza e per impiego di risorse, uno dei principali problemi sanitari in Italia e risulta secondo i dati Istat la prima causa di morte nella fascia di età compresa tra i 15 e i 44 anni”.

E ancora: “L’incidenza di pazienti in coma dopo trauma cranico è di circa 20-25 casi per 100000 abitanti/anno e la prima causa del trauma, in Italia sono gli incidenti stradali seguiti dalle cadute accidentali. Tra le concause sono da considerare le tossicosi, ossia l’abuso di alcol e l’uso di droghe. L’alcol è la sostanza di abuso più diffusa e sicuramente la più utilizzata anche perché può essere acquistata liberamente ( tranne che per i minorenni) nei supermercati, bar, negozi specifici. Gli effetti acuti dell’alcol sul sistema nervoso centrale sono riferibili ad un’attività inibitoria e a differenza dalle altre cosiddette droghe di abuso non interviene su uno specifico recettore ma agisce su diversi sistemi neurali”.

“L’alcolismo – prosegue la Tassinari – colpisce gli uomini con una frequenza doppia rispetto alle donne; più precoce è l’avvio al consumo alcolico, maggiore è il rischio e la probabilità di insorgenza di alcolismo in età adulta. I consumatori a maggior rischio, secondo le definizioni dell’Osservatorio Nazionale Alcol Cnesps presso l’Istituto Superiore di Sanità (Ona) sono più frequenti tra : anziani di età pari o superiore a 65 ( il 43% degli uomini e il 10,9% delle donne) i giovani di 18-24 anni (il 22,8% maschi e l’8,4% delle femmine) e tra gli adolescenti di 11-17 anni (il 14,1 dei maschi e l’8,4% delle femmine). Tra i giovani di 18-24 anni il comportamento a rischio più diffuso è il “ binge drinking” (bere fino allo sfinimento)”.

“Secondo i dati dell’Ona il consumo a rischio di alcol riguarda oltre 8 milioni di persone in Italia, mentre sono più di 4 milioni i “binge drinker” e quelli che almeno una volta nel corso dell’ultimo anno hanno consumato più di 6 drink alcolici in un’unica volta. Nella società occidentale l’alcol è un importante problema di sanità pubblica e il 40-60% di tutte le morti traumatiche in Europa sono attribuite, secondo l’organizzazione mondiale della Sanità, all’alcol”, conclude Tiziana Tassinari.

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