Cronaca

Al comando della nave della Marina “Grecale”: il savonese Stefano Frumento in prima linea nell’emergenza sbarchi in Sicilia

Savona. Nei giorni scorsi, sentendo parlare dell’emergenza umanitaria che riguarda i migranti in partenza dalle coste libiche per cercare di raggiungere la Sicilia, praticamente a tutti sarà capitato di leggere o ascoltare il nome dell’Operazione “Mare Nostrum”. Probabilmente però sono in pochi a sapere che la missione militare attiva nello Stretto di Sicilia e Savona hanno qualcosa in Comune. Il “trait d’union” tra la città della Torretta e l’operazione si chiama Stefano Frumento ed è il comandante di “Nave Grecale”, una delle due fregate impiegate nella missione. Oltre che essere un ufficiale della Marina Militare italiana, il Capitano di Fregata Frumento è infatti anche un savonese doc.

Pur passando molto tempo lontano da casa a causa del suo lavoro, Stefano Frumento resta legatissimo alle sue radici. A raccontarlo è proprio il comandante di Nave Grecale che, raggiunto al telefono (grazie alla linea satellitare) durante un trasferimento verso un’altra area interessata dalla missione, spiega: “I miei genitori vivono nel Quartiere di Villapiana, sopra al Liceo Scientifico e io ho sposato un’albisolese. Anche se è difficile ho mantenuto la mia base operativa nella mia terra. Gli uomini e le donne di Marina sono addestrati a potersi spostare ovunque, ma la scelta è del singolo che può decidere di trasferirsi oppure di mantenere salde le proprie radici: io appartengo alla seconda categoria. E’ vero che noi non abbiamo regione: una nave ha uomini che provengono da ogni parte d’Italia e ci si sente parte di un’unico corpo, ma io ho sempre optato per avere casa dalle mie parti. Infatti ora abito ad Albisola Superiore”.

Il comandante Frumento, che compirà 43 anni a settembre, ha frequentato il liceo scientifico “Orazio Grassi” di Savona, poi dopo un anno di Università ha scelto di seguire la sua vocazione entrando all’Accademia Militare dalla quale è uscito come “ufficiale del Ruolo Normale, specializzandosi poi come incursore di Marina. Dopo un periodo ad Augusta ed uno a Roma, dal 16 settembre del 2013  Stefano Frumento è al comando di Nave Grecale con la quale è impegnato nell’operazione “Mare Nostrum”, iniziata alla metà dello scorso ottobre. Una missione che, nei giorni scorsi, è stata protagonista delle cronache nazionali per il salvataggio di 206 profughi al largo delle coste libiche, recuperati proprio da Nave Grecale: “Purtroppo abbiamo avuto parecchio da fare. E’ stato un evento con una grande risonanza in cui ci sono state purtroppo 17 vittime, ma senza questa operazione ne avremmo contate molte di più”.

“La missione Mare Nostrum è duplice: da un lato mira a salvare delle vite che sono altamente a rischio per mare, dall’altro vuole colpire la radice di questa emergenza e quindi si cerca di fare il possibile per contrastare la criminalità correlata a questo fenomeno” spiega il comandante Frumento che, senza usare mezzi termini, descrive chi mette in mare barconi carichi di migranti come “mercanti di morte che lucrano sui sogni della gente mettendone a rischio la vita”. “Salvare chi è in difficoltà in mare, e affrontando questo meraviglioso ambiente capita di trovarsi in pericolo, è un dovere proprio di tutte le marinerie – precisa Frumento -. Da marinaio posso dire che sono convinto di parlare a nome di tutti i marinai del mondo. Su quello che facciamo qui mi sento di dire che lo facciamo anche per le nostre coscienze: è qualcosa di inenarrabile, davvero difficile da descrivere”.

A proposito dei numeri della missione il comandante di Nave Grecale spiega: “Per fronteggiare questa emergenza umanitaria è stata attivata una grande sinergia ed una stretta collaborazione con gli altri rappresentanti delle forze armate e dell’ordine (alla missione partecipano uomini e mezzi della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto nonché del personale del Ministero dell’Interno – Polizia di Stato imbarcato sulle Unità della M.M. e di tutti i Corpi dello Stato, ndr), ma anche con diverse associazioni che contribuiscono con medici, infermieri ed altri elementi”.

“C’è una stretta cooperazione anche con la Procura della Repubblica e la Squadra Mobile di Catania per quanto riguarda l’attività investigativa visto che la nostra funzione, oltre che la salvaguardia della vita umana, è il contrasto ai crimini legati all’immigrazione clandestina” aggiunge il comandante Frumento che spiega: “Abbiamo delle zone di pattugliamento predefinite e ci sono sempre delle unità per mare. Esiste un’unità maggiore, anfibia, che ha spazi molto ampi: ha un ponte coperto dotato di un bacino allagabile attraverso il quale i mezzi possono entrare nella ‘pancia’ della nave, poi ci sono due fregate tra cui appunto Nave Grecale, due pattugliatori o corvette dotate di ponte volo, sommergibili, mezzi aerei e i pattugliatori di altri corpi”.

“E’ un dispositivo complesso – prosegue Frumento – che monitora l’area e quando viene identificata una di queste imbarcazioni, sulle quali vengono stipati un numero esorbitante di persone, ogni unità si muove per raggungerle. Ogni volta che ne avvistiamo una è un incubo, ma in quel momento sappiamo che conta solo agire in fretta per raggungere quelle persone prima possibile e poterle salvare”. Un lavoro difficile e impegnativo che, anche se lo porta a restare per lunghi periodi lontano da casa, il comandante Stefano Frumento non esita a definire “entusiasmante”.

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