Cronaca

Abusi sessuali alla Rsa Vada Sabatia: indagato anche un medico, proseguono gli interrogatori dal pm

Savona. Non smette di riservare colpi di scena l’inchiesta sui casi di maltrattamenti e abusi sessuali sui pazienti del reparto 3D della Rsa Vada Sabatia. Gli sviluppi dell’indagine dei finanzieri coordinati dal pm Giovanni Battista Ferro hanno portato all’iscrizione sul registro degli indagati di un medico della struttura che deve rispondere, come l’ex operatore della Rsa Alessandro Sola, dell’accusa di violenza sessuale.

La posizione del medico, che lavora ancora a Vado, potrebbe anche essere più grave di quella dell’ex dipendente visto che gli investigatori contesterebbero al dottore più di un episodio di abusi a sfondo sessuale sulla disabile psichica ricoverata a Vado. Su questo fronte, per ora, viene però mantenuto il più stretto riserbo. L’iscrizione di un medico della struttura sul registro degli indagati non è l’unico particolare inquietante ad essere trapelato: ieri è arrivata anche la conferma che a tutte le pazienti del nucleo 3D veniva somministrata la pillola anticoncezionale. Un aspetto che ha messo in guardia gli investigatori su tutto quello che poteva accadere (anche tra gli stessi pazienti) all’interno del reparto.

Sull’argomento dalla Regione, l’assessore Lorena Rambaudi, ha precisto che provvedimenti contro il medico potranno essere adottati solo quando il nome sarà reso noto. “Dopo una verifica effettuata attraverso i vertici della ASL 2 Savonese presso la struttura di Vada Sabatia non risulta noto al momento il nome del medico che si sarebbe reso responsabile di fatti di violenza particolarmente gravi. Pertanto in questa fase non è possibile assumere provvedimenti ad personam” ha precisato l’assessore regionale.

Intanto domani il pubblico ministero Giovanni Battista Ferro interrogherà M.B., uno degli operatori finito ai domiciliari nella prima tranche di arresti eseguito contro gli operatori della Rsa. L’audizione è stata richiesta dall’indagato, assistito dall’avvocato Franco Aglietto, che davanti al magistrato vuole chiarire la propria posizione. Nel frattempo si stanno delineando anche le strategie difensive di molti degli arrestati che, dopo aver ammesso le proprie responsabilità davanti a gip e pm, ora avrebbero iniziato ad avanzare richieste di patteggiamento.

L’ultimo operatore a finire in manette, Alessandro Sola, 36 anni, attende invece che il giudice Giorgi sciolga la riserva sull’istanza di domiciliari avanzata dal suo legale Carlo Manti. Ieri mattina, durante l’interrogatorio di garanzia, Sola aveva negato con decisione ogni accusa (la Procura gli contestata di aver avuto un rapporto orale con la paziente). “Il mio cliente ha giustificato dettagliatamente l’accaduto – ha precisato il suo difensore -. Quel giorno era entrato nella stanza che la ragazza divideva con un’altra paziente, per portarle il dentifricio. Prima di uscire si era avvicinato alla ragazza per vedere che tutto fosse a posto visto che spesso si era provocata il vomito di proposito. La giovane aveva la maglietta tirata su e il seno scoperto e quando lui si è avvicinato lei gli ha afferrato i pantaloni della tuta e li ha tirati giù. Proprio in quel momento, mentre il mio assistito si stava ricomponendo, è arrivata la collega”. Proprio la collega aveva poi riferito quello che aveva visto “denunciando” il collega.

Secondo il legale i dirigenti dopo qualche giorno gli avevano poi chiesto un chiarimento: “Prima gli è stato detto di non presentarsi al turno successivo senza spiegazioni. Poi lo avevano convocato in direzione dove aveva ricevuto la contestazione a cui lui aveva reagito smentendo ogni cosa, e minacciando denunce. Alla fine, di comune accordo, si era deciso di lasciar perdere e il contratto del mio cliente era stato lasciato andare in scadenza”.

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