Regione, Burlando su riforma trasporto pubblico locale: "Lo ammetto, si poteva risolvere prima" - IVG.it
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Regione, Burlando su riforma trasporto pubblico locale: “Lo ammetto, si poteva risolvere prima”

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Liguria. Dopo la richiesta, avanzata nella seduta scorsa del Consiglio regionale dal consigliere Marco Scajola (FI), questa mattina l ’assessore ai trasporti Enrico Vesco ha presentato la relazione della giunta sull’applicazione della legge regionale n 33 del 7 novembre 2013 “Riforma del sistema di trasporto pubblico regionale e locale alla luce della segnalazione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato”.

E’ seguito il dibattito e la replica del presidente della giunta Burlando Relazione di giunta. L’assessore Vesco ha ripercorso le tappe della vicenda fornendo ai consiglieri una relazione scritta e numerosi allegati tecnici. “La riforma – ha spiegato – entrò in vigore il 9 novembre del 2013. Il suo punto centrale è l’individuazione del bacino unico regionale dei trasporti quale ambito territoriale ottimale per l’organizzazione dei servizi il cui governo viene assicurato dalla Regione Liguria grazie a una Agenzia apposita. Tale agenzia, in corso di costituzione, sarà partecipata anche dagli enti locali (necessariamente per quanto riguarda le Province e i Comuni capoluogo ed eventualmente per quanto riguarda gli altri Comuni).

E prosegue: “La mission dell’agenzia sarà duplice: supportare la programmazione in capo alla Regione, ma soprattutto garantire la gestione del sistema in particolare bandendo una gara in lotto unico per l’affidamento del servizio e gestire il successivo contratto di servizio. La legge non è stata impugnata dal Governo nazionale, ma ha ricevuto delle osservazioni da parte della Autorità garante della Concorrenza e del Mercato. Dopo la risposta della Regione Liguria è giunta una specifica richiesta da parte della Provincia di Imperia e l’Autorità si è nuovamente espressa il 6 marzo 2014 evidenziando che la definizione di ambiti e bacini territoriali troppo ampi e l’integrazione gomma-ferro possono avere un impatto negativo sulla concorrenza”.

Osservazioni cui l’amministrazione regionale ha risposto il 7 aprile 2014 con una nota del presidente della Giunta Claudio Burlando in cui si chiarisce che la legge prevede la possibilità, non l’obbligo, di affidare anche il servizio di trasporto ferroviario. Sarà uno studio in corso di elaborazione, nonché l’Agenzia stessa una volta concretamente insediata, a modellare il servizio regionale e quindi in quella occasione si stabilirà se ricomprendere nel servizio unico anche il trasporto ferroviario.

Vesco ha poi ricordato che sia la normativa comunitaria che statale prevedono che le Regioni organizzino i servizi pubblici di loro competenza su un ambito non inferiore a quello provinciale. Di conseguenza è consentito traguardare un ambito più ampio ovvero regionale. Alla Agenzia possono aderire tutti i comuni della Liguria. Per ora sono già arrivate le adesioni degli enti necessari e cioè quelle dei 4 Comuni capoluogo e delle 4 Provincie. Hanno poi aderito i comuni di Andora, Castelnuovo Magra, Cicagna, Cogoleto, Davagna, Diano Marina, Gorreto, Lorsica, Mignanego, Orero, Ortonovo, Pieve Ligure, Recco, Ronco Scrivia, Ventimiglia, Vobbia.

La costituzione formale dell’Agenzia dovrebbe avvenire entro l’8 maggio 2014. I principali nodi ancora aperti riguardano la ripartizione del 60% del capitale sociale fra gli enti locali garantendo che il Comune di Genova non abbia una netta prevalenza ma solo il 26% del capitale. Questo passaggio però non è ancora condiviso da tutti. Gli atri nodi ancora aperti sono l’adesione della provincia di Savona, subordinata all’inclusione dell’integrazione ferro-gomma e ai costi standard nel regolamento societario (non possibile da un punto di vista giuridico) nonché l’adesione della Provincia di Imperia subordinata alla soluzione del problema della proroga.

Vesco ha poi spiegato che l’Agenzia sarà titolare del contratto di servizio con la società che vincerà la gara ed essendo una società per azioni potrà portare a detrazione l’Iva. Il recupero dell’Iva potrà portare ogni anno ad un risparmio fino a 18 milioni di euro che arriverebbero a 25 milioni se l’Agenzia sarà titolare anche del trasporto ferroviario. Inoltre l’agenzia avrà la funzione di centrale degli acquisti e degli investimenti per il settore.

“E’ chiaro – ha detto Vesco – che ogni ritardo nella costituzione dell’Agenzia avrà ripercussioni finanziarie pesantissime sui fondi regionali per i trasporti. Nelle more della costituzione dell’Agenzia i 360 autobus che devono essere acquisiti entro i prossimi 4 anni di cui 200 per il bacino genovese potrebbero essere acquistati da Filse. A questo proposito è stata inviata alle aziende una nota di richiesta delle loro necessità a breve e medio termine a cui però hanno riposto solo Amt, Atc e Rt”.

Allo stato attuale si pone il problema del periodo transitorio durante il quale i contratti di servizio verranno a scadenza o saranno già scaduti. Il bacino di Imperia e quello di Savona scadono il 30 giugno prossimo, quello di Genova comune il 31 dicembre, quello della Spezia il 30 giugno 2015 e quello di Genova provincia il 31 dicembre 2015. È necessario che le scadenze vengano allineate. Per risolvere questo problema secondo Vesco si prospettano due soluzioni: l’affidamento in house o l’applicazione di norme nazionali grazie alle quali sarebbe praticabile ricorrere ai poteri sostitutivi del prefetto. Per verificare l’esatta interpretazione delle norme, si terrà domani una riunione presso il capo di gabinetto del ministro Lupi, cui parteciperà oltre all’assessore Vesco, il presidente della Giunta Claudio Burlando, i dirigenti regionali e della Filse.

“Allo stato attuale – ha detto Vesco – potrebbe rendersi necessaria una modifica della legge 33/2013 sul bacino unico che individui termini perentori sia per la costituzione dell’Agenzia sia per l’aggiudicazione della procedura di gara e che preveda alcuni scenari alternativi nel caso in cui i soci, nonostante l’intenzione preliminare, non approvino gli atti costitutivi”. L’allusione era relativa alla Provincia di Imperia. “Per lunghissimo tempo – ha detto Vesco – siamo stati accusati di non avere un visione organica del trasporto pubblico locale, da un anno questa visione è legge. Vorremmo accelerare e andare al più presto dai notai per sancire gli atti necessari. Apprezzo la discussione che il Consiglio vuole aprire ma non possiamo più pazientare dal momento che lo scenario è già stato definito in maniera chiara e netta. Di fatto questi ritardi mettono in discussione la tutela dei lavoratori e del servizio”.

A questo punto, secondo Vesco, si prospettano tre differenti scenari: un bacino unico con l’Agenzia regionale. E’ lo scenario più sostenuto dalla maggioranza, “ma – ha detto Vesco – siamo disponibili a fondare l’Agenzia partecipata solo da alcuni enti. Se altri enti come la provincia di Imperia vogliono seguire strade autonome lo facciano: la costituzione dell’Agenzia con un numero inferiore di Province consentirebbe comunque di avviare l’agenzia e recuperare l’Iva”; un bacino unico partecipato dalla sola Regione Liguria. Secondo Vesco “Questo non è percorribile perché il trasporto pubblico si regge su un patto complessivo di Regione, Provincie e Comuni. Non sarebbe ammissibile che la responsabilità ricadesse solo sulla Regione Liguria”; fare più bacini a livello provinciale. Secondo Vesco, “sarebbe un errore imperdonabile che porterebbe ad alla frammentazione e a maggiori costi”.

Marco Scajola ha chiesto le dimissioni dell’assessore Vesco: “L’amministrazione Burlando è in carica dal 2005 eppure si è voluto fare in fretta su questa legge dopo aver perso anni. Le responsabilità non sono di questo Consiglio e neppure degli enti e delle aziende. Chiedo le dimissioni delle assessore e lo faccio a ragion veduta. Questa legge è figlia della paura di arrivare a fine legislatura senza una normativa senza una legge sul trasporto pubblico locale”.

Scajola ha ribadito la contrarietà al bacino unico e all’unificazione del trasporto su ferro e gomma: “Quello che salvaguarda sono i piccoli bacini. Se ne possono realizzare tre: uno genovese uno spezzino e uno del ponente”. Secondo il consigliere l’Agenzia regionale del trasporto rischia di diventare «l’ennesimo carrozzone e non si capisce, inoltre, come verrà gestita e quali saranno le reali competenze». Scajola ha poi ricordato i 450 mila euro attribuiti alla Filse per eseguire lo studio propedeutico alla gara che non è stato ancora consegnato e ha concluso: “Le responsabilità, se le cose non andranno bene, non saranno delle province di Imperia e Savona”.

Edoardo Rixi (Lega Nord – Liguria Padania) ha rilevato che nell’intervento dell’assessore Vesco non è stato posto il problema di Amt: l’accordo siglato a novembre sull’azienda, infatti, era collegato all’applicazione della legge regionale sul trasporto Pubblico locale. “Dobbiamo chiarire se quell’accordo verrà ritenuto valido o no. Vorrei avere delle risposte certe e, invece, non conosciamo la posizione della Regione Liguria. Ricordo – ha aggiunto – che per le aziende di trasporto si stanno avvicinando le scadenze delle concessioni e devono garantire un bilancio per un anno successivo”.

Rixi ha sottolineato la necessità di salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti delle aziende: “Vorremmo capire se ancora una volta facciamo pagare ai lavoratori oppure se l’operazione è finalizzata a dare dei mercati di sbocco a Trenitalia, visto che ha grosse difficoltà a penetrare. Sono 10 anni che Trenitalia vende il biglietto integrato senza sapere chi lo utilizza”. Il consigliere ha condannato il fatto che i dati sul trasporto pubblico, che avremmo potuto avere dallo studio Filse, non sono ancora arrivati.

Marco Melgrati ha dichiarato che la legge è stata ferma per più di un anno e ha aggiunto: “Ci sono responsabilità gravi della politica per una legge mal fatta e l’agenzia rischia di essere un carrozzone che serve a trovare il posto a qualche amico da ben pagare o qualche silurato della politica”. Melgrati ha rimarcato i 450 mila euro attribuiti a Filse per uno studio propedeutico alla legge che non è stato ancora presentato: “Era una cosa che potevano fare gli uffici della Regione . Credo opportuno mandare le Carte alla Corte dei Conti per 450 mila euro buttati via”. Secondo il consigliere, infine, questa legge non risolve i problemi del trasporto ma li aggraverebbe.

Antonino Miceli (Pd) ha ricordato che la legge è stata in commissione circa 18 mesi: “Ci sono state molte audizioni anche su testi parzialmente diversi fra loro. Il bacino unico regionale assolve alla necessità di razionalizzazione una rete di un milione e mezzo di abitanti e pone l’integrazione ferro-gomma. Da parte del centro destra in quei due anni di lavoro c’è stata una non-condivisione, ma non ho sentito posizioni alternative da parte del centro destra. A un anno dalla approvazione della legge e a tre anni dall’inizio della discussione – ha aggiunto – scopriamo che il centro destra vuole i tre bacini. Per quale motivo solo oggi emerge questo tema? Perché allora c’era una pressione per il bacino unico da parte dei sindacati e il centro destra non ha avuto il coraggio di proporre la sua visione. Questo è solo un tentativo di rallentamento della legge”. Secondo il capogruppo del Pd occorre proseguire l’azione anche senza il consenso di tutti gli enti coinvolti: “Non possiamo fermare la macchina nel suo insieme se qualche d’uno ha deciso di mettere i bastioni fra le ruote”.

Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha denunciato altri livelli di responsabilità nella politica del trasporto pubblico locale: “A Genova non c’è un parcheggio di interscambio perché conta poco il trasporto pubblico” e ha ricordato gli alti costi della metropolitana, che resta ancora incompiuta rispetto alle esigenze della città. Secondo Pellerano lo studio delegato a Filse perde credibilità perché è successivo al varo della relativa legge. Il consigliere ha, quindi, condannato la mancanza di dati aggiornati su domanda e offerta del trasporto pubblico sul territorio ligure: “Come può la giunta intervenire sul Trasporto pubblico se non ha dato aggiornati?”.

Pellerano ha concluso: “Avevamo presentato alcuni emendamenti sull’Agenzia regionale perché, affinché non diventasse un carrozzone di politici trombati, ai suoi vertici fossero nominate professionalità di provata competenza ma quell’emendamento venne bocciato. Mancano, inoltre, elementi che consentano di apprezzare la base economica di questa scelta, quindi non firmiamo cambiali in bianco a chi per decenni ha gestito male le cose”.

Raffaella Della Bianca (Gruppo Misto – riformisti italiani) ha detto che occorre porre al centro dell’azione regionale i cittadini: “Il mondo ci porta ad andare verso bacini unici, aziende uniche con acquisti centralizzati e una migliore qualità dei servizi. Il vero problema non è, quindi, il bacino unico, ma come la legge regionale è fatta. Non è vero che la minoranza ha rallentato la sua stesura, il vero pasticcio è che si apre una nuova pagina senza chiudere la vecchia e non si sa come gestire il passato. I costi di gestione sono fuori controllo. Se non si sana il passato, se non si affronta la situazione che hanno oggi le aziende, non si riesce a gestisce il futuro”.

Della Bianca si è espressa a favore del bacino unico e sul governo della mobilità in senso generale, ferro, gomma ma anche con i parcheggi di interscambio. “Il problema da risolvere sono i costi dell’agenzia e le economie di scala che si realizzeranno. Altrimenti si illudono le aziende, i sindacati e i lavoratori dicendo loro che la legge è la panacea di tutti i mali. La verità è che i soldi non c’erano prima e non ci sono adesso e che rischiamo di abbandonare determinati territori. A questo problema la maggioranza non può sottrarsi”.

Gino Garibaldi (Ncd) “La legge sul trasporto – ha detto – non ha mai entusiasmato nessuno. E’ stata approvata con 19 a favore e 9 contrari e tante assenze di consiglieri del centro sinistra. Visto che in questo momento i problemi non si risolvono, visto che addirittura è in discussione l’intero sistema proposto, credo sia necessario un confronto in commissione per riesaminare il tutto. A 6 mesi dall’approvazione di questa legge, senza toccarne i punti cardine, occorre un dibattito per aggiornarla e per risolvere i problemi aperti. Noi avevamo espresso il voto contrario, ma siamo a favore del bacino unico e dell’Agenzia. Abbiamo però grossi dubbi sulla sua gestione. La Liguria è fatta di costa e di valli. Sulla costa si può dare prevalenza al ferro, nelle valli alla gomma”.

Sergio Scibilia (Pd): “La maggioranza e la giunta, con grosse difficoltà, hanno cercato una soluzione che potesse andare bene per tutta la Liguria. Sapevamo benissimo che Imperia è un interlocutore difficilissimo: la Provincia litigava con la sua azienda, di fatto la Regione faticava ad avere degli interlocutori e il mondo politico imperiese trovava unità solo nel contrastare quello che diceva la Regione, in quanto di sinistra, senza avere una proposta alternativa”. Secondo Scibilia il risultato è che a Imperia si garantiscono a stento una quantità limitata di servizi sulla costa, mentre l’entroterra vive una situazione drammatica.

“L’azienda provinciale è vicina al fallimento e non può più ricorrere a nessuna ipoteca. Riviera trasporti è un’azienda parcheggio utile solo per sistemare qualche politico. Quello che chiediamo – ha detto – è che anche la provincia di Imperia si occupi e si preoccupi di essere in Liguria e di essere una provincia di frontiera. La politica di questi anni ha prodotto un’autostrada, quella dei Fiori, che è la più cara d’Italia. I tempi sono cambiati, non è più possibile tergiversare e non ci sono più soldi da sprecare: la Provincia di Imperia si deve sedere intorno ad un tavolo e dire quello che vuole fare, se entrare nell’Agenzia regionale o tenersi il suo orticello. Se seguirà la seconda strada, quelli che saranno più colpiti saranno i dipendenti e, subito dopo, i cittadini”.

Ezio Chiesa (Gruppo misto – Liguria Viva) ha detto che per quanto riguarda l’Agenzia, il regolamento approvato avrebbe potuto essere maggiormente incisivo. Per quanto riguarda il bacino unico, invece, Chiesa ha detto che ci sono grosse contraddizioni a livello romano: “Da un lato ci viene detto che non ci può essere un bacino più piccolo della provincia, dall’altro ci viene detto che il bacino unico da noi indicato non va bene perché lo abbiamo ampliato troppo” ha affermato il consigliere, ribadendo che, invece, sulla questione del bacino unico occorre tenere duro. A suo avviso si tratta dell’unica possibile soluzione. Ha però sottolineato la necessità di individuare delle soluzioni a livello nazionale, in particolare per quanto riguarda i probabili esuberi di personale: «In caso contrario – ha detto – a rimetterci saranno lavoratori e utenti”.

Per la giunta ha replicato il presidente Claudio Burlando: “Se una critica va rivolta a questa maggioranza è di non essere riuscita, come governo del sistema, a venire a capo di questa vicenda prima”. Burlando ha, quindi, ribadito gli obbiettivi economici della legge: “Questa Agenzia fa risparmiare 25 milioni di euro di IVA. In questo momento in cui non abbiamo un centesimo sarebbe stato giusto avere questi soldi prima. I carrozzoni – ha aggiunto – dipendono solo da noi: come fate a dire che deve essere per forza così? Nella documentazione che abbiamo predisposto abbiamo cercato di spiegare al Consiglio tutta la situazione”.

Il presidente ha chiarito: “L’Agenzia delle Entrate ha scritto nero su bianco che possiamo risparmiare più di 20 milioni di euro di Iva. Possiamo, quindi, buttare via 20 milioni di euro, quando ci dicono che li possiamo risparmiare e utilizzare per acquistare nuovi bus e quindi per nuovi posti di lavoro, invece di darli in fiscalità?”. Per quanto riguarda l’Agenzia Burlando ha ribadito che sia un’Agenzia unica: “Il Governo dice che deve essere grande almeno come una Provincia. Il termine “almeno” ci invita a farne una più grande e più grande della Provincia in Liguria c’è solo la Regione. E l’Autorità dice che la Regione è troppo grossa. Noi – ha aggiunto – domani andremo al Ministero e diremo che il Consiglio ha espresso a maggioranza una volontà lasciando aperto il bivio gomma/ferro-gomma”.

Il presidente ha poi spiegato i criteri che hanno guidato la ripartizione delle quote nell’Agenzia per mantenere un equilibrio fra le diverse realtà: “Credo che oggi l’assessore Vesco incontrerà per l’ennesima volta le realtà interessate sottoponendo a tutti un testo di Statuto e una ripartizione di quote. A questo punto o si fa o non si fa. D’altronde, come è possibile riformare un sistema senza gli azionisti delle Aziende che ne fanno parte? Poiché le Province ci hanno comunicato per iscritto che aderiscono e che vogliono discutere solamente di questi aspetti, li metteremo a posto. Diversamente, è meglio che ci dicano se vogliono stare per conto loro e che si realizzino le Agenzie imperiese e savonese. Il vero argomento riguarda la scadenza degli affidamenti. Noi potremmo già essere in gara da diversi mesi, ma bloccando l’Agenzia le concessioni scadono”.

Il presidente ha, quindi ribadito in aula: “Qui si può portare avanti, con una diversa articolazione giuridica, un’operazione che potrebbe destinare 25 milioni, la mia preghiera è che coloro che non vogliono questo bacino unico lo dicano con chiarezza, ma non è possibile rinunciare a una possibilità di questo tipo, nel momento in cui dall’Atp in poi siamo messi così male”. Burlando ha poi illustrato i vantaggi se l’Agenzia potesse fare le gara per acquistare i bus a livello regionale, che poi verrebbero conferiti a chi vincerà le gare.

Rivolgendosi ai consiglieri, il presidente ha, infine, invitato a prendere un indirizzo: “Penso che si possa convenire su un punto, ossia che è bene assumere una decisione: o lasciamo le cose come stanno, programmiamo le risorse e tutti si arrangiano o si realizzano più Agenzie territoriali oppure – e mi sembra la giusta soluzione – se ne crea una regionale e si avvia un’operazione che porti più o meno a investire circa 70 milioni di euro in 4 anni per rinnovare un parco rotabile che non sta più in piedi”.

Per quanto riguarda lo studio commissionato a Filse Burlando ha aggiunto: “Parliamo di un settore che impegna più di 200 milioni all’anno, il che vuol dire 1 miliardo nel prossimo mandato. Voi avete mai visto qualcuno che riorganizza un settore del genere senza affidarsi a uno studio professionale, giuridico, economico, tecnico? Parliamo di migliaia e migliaia di posti di lavoro e di 1,5 milioni di Liguri che tutti i giorni prendono gli autobus”.

Burlando ha concluso invitando a non perdere un’occasione di confronto: “Dedichiamoci un po’ di tempo, lavoriamoci, mettiamoci attorno a un tavolo, definiamo i criteri. Chi si troverà a gestire questa materia, a partire dall’aprile 2015, se non faremo questo passo, sarà messo peggio, chiunque sia quello che vincerà le prossime elezioni”.

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