Cronaca

Omicidio Stella, il pm impugna in Cassazione la decisione del Riesame di scarcerare Tognini e Scardino

Omicidio Stella Corona

Savona. Scarcerazione di Claudio Tognini e Alessio Scardino: la Procura non ci sta e presenta ricorso in Cassazione. Il sostituto procuratore Chiara Venturi, titolare dell’inchiesta sulla morte di Andrea Macciò, il genovese ucciso da un colpo di fucile il 14 dicembre scorso in una villetta di Stella San Bernardo, ha infatti deciso di impugnare davanti alla Corte Suprema il verdetto del Tribunale del Riesame di Genova che aveva rimesso in libertà i due amici arrestati il 21 marzo scorso con l’accusa di omicidio volontario (a sparare nella villa di Scardino il colpo di fucile mortale è stato Tognini) e occultamento di cadavere.

Secondo il pm i giudici genovesi non avrebbero motivato sufficientemente il loro pronunciamento e proprio per questo motivo è stato presentato il ricorso. Adesso toccherà alla Corte di Cassazione valutare se il Riesame ha fornito motivazioni valide per decidere di scarcerare Tognini e Scardino (difesi dagli avvocati Roseo e Biondi) o se, come ritiene il sostituto Venturi, alcuni aspetti non siano stati nemmeno mezionati nel dispositivo.

In particolare, secondo la Procura, nelle motivazioni si farebbe riferimento soltanto ad alcune delle accuse contestate dagli inquirenti (come la testimonianza della barista), ma non ad altre ritenute invece fondamentali dal pm. Come per esempio la perizia balistica attraverso la quale è stato accertato che, per sparare, era necessario imprimere sul grilletto una pressione forte (si parla di 1,8 kg) e quindi difficilmente il colpo può essere partito accidentalmente. E ancora il fatto che l’arma sarebbe stata ripulita così come il telefono di Scardino nel quale non erano più presenti le ultime chiamate e messaggi scambiati con Macciò. Elementi che gli inquirenti ritengono rilevanti per sostenere la tesi dell’omicidio e non quella dell’incidente, ma che, secondo il pm Venturi, il tribunale del Riesame non avrebbe tenuto debitamente in considerazione.

Di qui la decisione di ricorrere in Cassazione contro il provvedimento di annullamento della misura di custodia cautelare che era stata disposta dal gip Donatella Aschero contro Tognini e Scardino. Il giudice aveva accolto la tesi secondo cui Macciò sarebbe stato ucciso durante una discussione legata ad un debito di droga che è degenerata.

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