Niente Sistri per 75.000 imprese liguri con meno di 10 dipendenti. Cna: "Class-action per chiedere i danni" - IVG.it
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Niente Sistri per 75.000 imprese liguri con meno di 10 dipendenti. Cna: “Class-action per chiedere i danni”

cna liguria

Liguria. Dopo una lunga battaglia durata anni, finalmente una certezza per le imprese più piccole. Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti ha firmato il decreto di semplificazione, che già il suo predecessore Andrea Orlando aveva messo a punto: le imprese produttrici di rifiuti fino a 10 dipendenti comprese quelle agricole sono escluse dal Sistri.

Erano oltre 30.000 gli artigiani costretti a sottostare a questa complessa e costosa procedura informatizzata, e ad esse si aggiungevano poi le imprese commerciali, turistiche, agricole e piccolo industriali, per un numero non inferiore a 75.000 imprese liguri: “Le uniche in Europa a sottostare a questo mostro burocratico-informatico”, denuncia Cna. Per le micro imprese restano gli obblighi di tracciabilità tramite modulistica cartacea (MUD – Modello Unico di Dichiarazione Ambientale).

“Esprimiamo grande soddisfazione a nome delle migliaia di piccole imprese liguri artigianali, commerciali ed industriali – commenta Marco Merli, presidente di Cna Liguria – Viene cancellata l’assurda equiparazione dei rifiuti di un piccolo artigiano a quelli di una grande industria. Il paradosso che noi avevamo preso ad esempio come assurdità estrema era il piccolo barbiere di paese, che lavora da solo, e che sarebbe stato costretto ad adempiere agli obblighi ed ai costi del SISTRI per il banale smaltimento di due lamette usate. Occorre adesso proseguire nella semplificazione dell’attuale sistema di tracciabilità dei rifiuti (Sistri), che prevede una chiavetta USB, la connessione a internet e oltre 1000 pagine di istruzioni che complicano inutilmente l’attività delle imprese, in particolare quelle di trasporto e di gestione dei rifiuti”.

“Come Cna Liguria intendiamo anche offrire assistenza e tutela alle imprese che già hanno sborsato fior di quattrini per investimenti connessi all’installazione del SISTRI e che ora non hanno più l’obbligo. Chi risarcisce queste imprese? Non vorremmo che quelle risorse, di questi tempi, molto importanti finissero “in cavalleria”. Per questo stiamo valutando se sussistano i presupposti giuridici per un’azione collettiva, una “Class-Action”, oppure se ricorrere ad un’azione legale “tradizionale” per il recupero delle spese illegittime e inutili alle quali sono state sottoposte le imprese”.

“Solo in Liguria – prosegue Merli – noi di CNA abbiamo fatto corsi a più di 2000 persone, che hanno speso soldi e si sono munite della chiavetta. Oltre 8500 ore perse, circa un anno di lavoro con una spesa di almeno 100mila euro. Se sommiamo lo sforzo di tutte le associazioni di categoria da quando nel 2006 è stato introdotto il SISTRI, arriviamo a quasi mezzo miliardo buttato dalla finestra, per questi continui stop and go. Ci costituiremo parte civile nell’eventuale processo che veda indagati alcuni esponenti della società di Stato che ha vinto la gara di appalto. E chiederemo i danni morali, perché la fiducia degli imprenditori è il vero impulso all’economia. L’attenzione all’ambiente e la lotta contro le eco mafie per la salvaguardia della salute dei cittadini devono proseguire con mezzi efficaci ed equi”.

Ritorna in auge il MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale) il cui termine entro il quale pagare il contributo annuale si sposta dal 30 aprile al 30 giugno, e che torna ad essere il punto fermo della dichiarazione di tracciabilità dei rifiuti. Ad oggi quindi sia i soggetti obbligati ad aderire al Sistri, sia i soggetti non obbligati dovranno presentare il MUD alla rispettiva Camera di Commercio ove ha sede l’azienda o l’unità locale cui è riferita la dichiarazione.

Data la complessità della materia e le pesanti sanzioni previste, gli uffici provinciali della Cna, nelle oltre 30 sedi dislocate sul territorio ligure, hanno predisposto da tempo un servizio d’informazioni e di assistenza per le imprese interessate.

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