Il Comune di Savona istituisce il Registro del Testamento Biologico: "Un atto di civiltà" - IVG.it

Il Comune di Savona istituisce il Registro del Testamento Biologico: “Un atto di civiltà”

Savona. Nella giunta comunale di ieri è stata approvata la delibera che propone l’istituzione del “Registro del Testamento Biologico”, per la raccolta e la conservazione comunale delle dichiarazioni anticipate di trattamenti sanitari dei cittadini residenti nel Comune di Savona, affidandone la gestione all’Urp (Ufficio Relazioni con il Pubblico).

A partire dal 5 maggio l’Urp, presso il Civico Palazzo o presso le sedi decentrate, potrà ricevere da parte del cittadino residente in Savona una busta, debitamente sigillata, contenente apposita dichiarazione riportante i dati del soggetto interessato, la propria volontà in merito ai trattamenti sanitari, e i dati di uno o più fiduciari incaricati dall’interessato di partecipare la propria volontà.

La busta, così personalizzata e protocollata, verrà conservata in locale idoneo, rilasciando all’interessato una apposita ricevuta (sarà sempre possibile ritirare la busta in caso di decesso di uno o più fiduciari o del venir meno del rapporto di fiducia con gli stessi). Da quel momento, in caso l’interessato si trovi in una situazione che richiede uno dei trattamenti sanitari a cui fa riferimento il testamento biologico, l’ospedale richiederà al Comune informazioni sull’esistenza di questo testamento il cui contenuto sarà vincolante sia per i medici che per i parenti.

Poco tempo dopo l’istituzione del registro delle coppie di fatto, dunque, un altro provvedimento che supera il “buco” normativo a livello nazionale sull’argomento, e che non prevede oneri a carico del bilancio comunale. La proposta è stata presentata in giunta dall’assessore al bilancio e servizi demografici Luca Martino, dall’assessore alla promozione sociale, casa, scuola e sanità Isabella Sorgini, e dall’assessore al decentramento e alla partecipazione Sergio Lugaro.

“Il tutto ha trovato terreno fertile in precedenti incontri e convegni, compreso quello recentissimo del 15 marzo dove in una Sala Rossa gremita si è tenuta la tavola rotonda sul “Trattamento di fine vita e il testamento biologico” – dicono dal Comune – un argomento spesso non molto conosciuto o diffuso mediaticamente ma che, forse, anche per una carenza legislativa nazionale, è molto sentito per le esperienze personali di ognuno”. Alla tavola rotonda avevano partecipato tra gli altri, i membri del comitato locale Giovanni Urbani, Franca Ferrando, Giorgio Menardo, Lionello Parodi e Fiorenza Giorgi, giudice del Tribunale di Savona, il sindaco di Savona, Federico Berruti, l’assessore alla partecipazione, Sergio Lugaro e, come relatore principale Carlo Flamigni, membro del comitato nazionale di Bioetica.

“Dal punto di vista etico è un atto molto importante quello che è stato deliberato ieri in Giunta – dice l’assessore Sorgini – su questo tema come è noto c’è un vuoto legislativo a livello di Governo che non è più tollerabile; per questo abbiamo deciso, in assenza di impedimenti normativi contrari, di istituire questo registro utilizzabile da tutti i cittadini savonesi. E’ anche un bel momento di riflessione per tutti, giovani e adulti, su un tema col quale ognuno si deve confrontare“.

“Sul testamento biologico si è sviluppato, a livello nazionale in altre realtà comunali ma anche qui a livello locale un dibattito etico e civile molto intenso; ci è sembrato doveroso dare una risposta concreta a queste istanze in assenza di una legislazione nazionale che tratti la materia – conferma l’assessore Martino – E’ un tema sul quale il Sindaco e tutta la Giunta hanno da subito mostrato disponibilità e volontà di agire confrontandosi con i promotori”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore Lugaro: “Il tema del testamento biologico non è solo una questione individuale, medica o religiosa ma è soprattutto una sfida sociale. Troppo spesso si delega la decisione ai medici mentre si da poco rilievo al diritto della persona e alla sua volontà. In più aggiungo che, a mio parere, il testamento biologico è anche strumento di comunicazione tra paziente, famigliari, medici, amici e tutto il tessuto sociale che circonda una persona. E’ un atto dovuto alla società civile e come spesso succede il territorio su alcuni temi fondamentali si porta avanti rispetto alla politica e alle decisioni a livello centrale”.

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