Albissola, Gambaretto sul parassita processionaria: "Intervenire subito" - IVG.it
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Albissola, Gambaretto sul parassita processionaria: “Intervenire subito”

Albissola. Diego Gambaretto, in questa campagna elettorale, è senza dubbio uno dei protagonisti. Con i suoi interventi ha fomentato la bagarre politica e ci tiene a dire la sua anche riguardo a questioni ambientali che, in un comune affacciato sul mare con una ricca parte naturale, risultano particolarmente impossibile.

L’oggetto in questione è un parassita che pare essere molto pericoloso per la salute del verde cittadino: la processionaria. Gambaretto riflette: “In questi anni i nostri pini ed aceri sono stati invasi dalla processionaria, un parassita che può risultare molto pericoloso, soprattutto per i cani, e che deve il suo nome alla caratteristica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di ‘processione'”.

E poi attacca: “Poco o niente è stato fatto di concreto nonostante in questo mandato fosse passata in Consiglio comunale una mozione presentata dal sottoscritto in cui si chiedeva di intervenire per eliminare questo pericolo”.

Ancora Gambaretto: “Alcuni giorni fa sono comparse le lunghe file di processionarie in maniera massiccia al Parco dei Conradi, mentre in questi giorni sono visibili in molte parti della città. La processionaria può costituire un grave pericolo per l’uomo e gli altri animali. I peli urticanti dell’insetto allo stato larvale sono velenosi, e in alcuni casi possono provocare una grave reazione allergica ed in casi più gravi uno shock anafilattico. Per gli animali, specialmente i cani, i peli urticanti, entrando in contatto con la lingua, causano una distruzione del tessuto cellulare: il danno può essere talmente grave da provocare processi di necrosi con la conseguente perdita di porzioni di lingua”.

Diego Gambaretto prosegue con la sua analisi: “Altri sintomi rilevanti sono: la perdita di vivacità del soggetto, febbre, rifiuto del cibo, vomito e diarrea e soprattutto quest’ultima può essere anche emorragica. Esistono differenti metodi per combattere la processionaria. La lotta meccanica consiste nel togliere manualmente dalla pianta infestata i nidi di processionaria. Tale operazione viene svolta solitamente in inverno, prima che le larve siano uscite dal nido. La lotta microbiologica è attualmente il metodo di intervento più utilizzato e consiste nell’impiego di un batterio che, colpita una processionaria, paralizza la larva danneggiandone i centri nervosi. Tale insetticida colpisce solo alcuni lepidotteri, dunque non risulta pericoloso per la biodiversità della zona in cui il trattamento viene effettuato. Altri metodi sono l’uso di trappole (meccaniche che usano colle speciali o feromoni, sostanze chimiche rilasciate dalla femmina per attirare il maschio durante il periodo dell’accoppiamento) oppure attraverso l’endoterapia, cioè il trattamento fitosanitario eseguito attraverso l’immissione di sostanze insetticide e funghicide direttamente all’interno del sistema vascolare della pianta”.

“Il ministro delle politiche agricole, con decreto del 30 ottobre 2007, ha reso obbligatoria la lotta contro la processionaria del pino ma ogni anno ad Albisola Superiore il problema si ripresenta. Invitiamo quindi i proprietari di cani e chi ha bambini piccoli a prestare la massima attenzione ed evitare il contatto con la processionaria” conclude Gambaretto.

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