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Savona, sabato 8 marzo una manifestazione in piazza per rivendicare il diritto al lavoro

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Savona. “Un altro lavoro è possibile”. Con questo slogan l’Unione dei Senza Lavoro di Savona scenderà in piazza, invitando a farlo tutti coloro che sono vittime della crisi e sono senza un impiego.

La mobilitazione è in programma sabato 8 marzo alle ore 15 in piazza Sisto IV a Savona, in occasione della Giornata internazionale della donna.

Alla manifestazione pubblica per il diritto al lavoro hanno già aderito Udi, Cub, Pc, Pcl, Prc, Rossa, Sel, Usb, Imprenditoria autonoma (Piscitello).

“25 mila, 28 mila, 30 mila – si legge nella presentazione dell’evento -. Sono le cifre che rappresentano la crescente disoccupazione in provincia di Savona nel volgere di pochissimi anni. A qualcuno possono sembrare aridi numeri; ma per noi che ne facciamo parte significano chiusura della fabbrica in cui lavoravamo, fallimento della piccola azienda aperta con immensi sacrifici, licenziamento senza ammortizzatori sociali, impossibilità di sopravvivenza e di mantenimento per la propria famiglia”.

“Ma il trend crescente di questi numeri – proseguono i promotori della manifestazione – significa anche che le politiche dei vari governi che si sono succeduti non solo non affrontano adeguatamente la crisi economica ma la incrementano, creando nuova disoccupazione e decretando nel contempo la chiusura di migliaia di altre imprese e negozi”.

“La verità – aggiungono – è che il lavoro non c’è perché strategicamente sul lavoro non si vogliono investire denaro e risorse, destinandole invece ad aerei, missioni di guerra, opere faraoniche inutili e dispendiose, partiti e auto blu, pensioni d’oro e parate militari, salvataggi di banche e finanziarie truffatrici, multe da pagare all’Unione europea per inadempienze di ogni sorta”.

“Perché l’8 marzo? Perché le donne, oltre ad essere le prime ad essere espulse dal mercato del lavoro, pagano due volte poiché sono loro che, con le magre entrate, devono comunque garantire la gestione dei bilanci familiari. Per questo – concludono – l’8 marzo saremo in piazza a fianco delle donne, non a festeggiare ma a dimostrare che non siamo aridi numeri e che queste politiche non ci rappresentano”.

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