Cronaca

Operazione “Trash”, primi interrogatori: Trevisano fa scena muta, Balbis risponde al gip

Basso Trevisano

Pietra L. Scena muta di Trevisano, quasi due ore e mezza di interrogatorio per Balbis. E’ l’esito delle prime audizioni davanti al gip Emilio Fois degli indagati nell’ambito dell’operazione “trash” che ruota intorno a presunte irregolarità nell’assegnazione dell’appalto per la gestione dei rifiuti a Pietra Ligure.

Il primo a comparire davanti al giudice è stato Vincenzo Trevisano, segretario comunale di Pietra Ligure, che, accompagnato dal suo legale Andrea Alpicrovi, si è limitato ad informare il gip della decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere. Poi è toccato a Roberto Balbis, funzionario di Ata Spa, che, insieme al suo difensore Emi Roseo, è rimasto per quasi due ore a confronto con il giudice Fois. Per nessuno dei due indagati, per ora, sono state presentate istanze sulla misura cautelare (Balbis è ai domiciliari, Trevisano ha un obbligo di dimora nel Comune di Ceriale).

Gli interrogatori continueranno domani mattina con quelli di Mario Cena, altro funzionario dell’Ata di Savona, e a Andrea Nencioni, geologo e dipendente dell’amministrazione comunale pietrese. Infine venerdì mattina sarà la volta di Fabio Basso, responsabile del settore servizi tecnici specializzati del Comune di Pietra Ligure.

Basso e Cena sono agli arresti domiciliari, mentre Nencioni è stato colpito dal divieto di ingresso nel Comune di Pietra Ligure. L’accusa per tutti e cinque gli indagati, in concorso, e di aver alterato la gara per l’assegnazione dell’appalto della gestione della raccolta differenziata nel Comune di Pietra Ligure per favorire la vittoria dell’Ata di Savona. Un “aiuto” che, secondo la Procura, era finalizzato a far assumere proprio dall’azienda vincitrice dell’appalto il figlio di Fabio Basso, Luca. Un’assunzione che, effettivamente, era stata fatta da Ata dopo l’aggiudicazione del servizio per il Comune di Pietra.

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