Maxi finanziamento a Nucera in cambio di pagamento usurario: chiesto il rinvio a giudizio per manager torinese - IVG.it
Cronaca

Maxi finanziamento a Nucera in cambio di pagamento usurario: chiesto il rinvio a giudizio per manager torinese

tribunale Savona

Savona. La vicenda dell’operazione “sospetta” legata ad un finanziamento bancario, che vedrebbe l’imprenditore cerialese Andrea Nucera nella veste di parte lesa, questa mattina è approdato in udienza preliminare, davanti al giudice Fiorenza Giorgi. L’imputato è un manager, Bruno Salidu, sardo d’origine ma residente a Torino, che per questa vicenda era finito agli arresti domiciliari nel luglio dell’anno scorso con le accuse di usura, riciclaggio ed evasione fiscale (alla quale stamattina si è aggiunta anche una contestazione di bancarotta fraudolenta).

Davanti al gup i difensori di Salidu hanno presentato un eccezione di incompetenza per territorio, che è però stata respinta. Il giudice ha poi rinviato il procedimento per la discussione della richiesta di rinvio a giudizio al prossimo maggio.

Secondo l’accusa (l’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Ubaldo Pelosi), Salidu, titolare di fatto della società “Eurofinance”, tra il dicembre del 2007 e i primi mesi del 2008, avrebbe svolto il ruolo di mediatore tra Nucera e la banca Unicredit per fargli ottenere un grosso finanziamento. In cambio però l’imprenditore cerialese gli avrebbe versato, a fronte di un prestito ottenuto dall’istituto bancario di 16 milioni di euro, un compenso di un milione e seicentomila, una cifra troppo ingente per non essere ritenuta usuraria.

Dagli accertamenti sarebbe anche emerso che quei soldi sono finiti nelle tasche del manager sardo attraverso “triangolazioni” illecite confluite in un conto svizzero e quindi in nero. Motivo per il quale la Procura gli contesta anche le accuse di evasione fiscale e riciclaggio, oltre a quella di mediazione usuraria. Gli arresti domiciliari, eseguiti in esecuzione di un’ordinanza del gip del tribunale di Savona Emilio Fois, erano scattati però solo per il reato di usura (il giudice non aveva infatti ritenuto sussistenti le altre accuse per le quali l’arrestato era rimasto indagato a piede libero). Nei confronti di Salidu era inoltre scattato anche un sequestro di beni per un valore di un milione e trecentomila euro (la cifra che effettivamente Nucera avrebbe versato per la mediazione).

Nei confronti dell’imprenditore di Ceriale (tuttora latitante ad Abu Dhabi), indagato per bancarotta fraudolenta, di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, oltre a reati tributari per una serie di fallimenti societari, nel contesto dell’inchiesta su Salidu era poi scattata una nuova contestazione di bancarotta fraudolenta per il fallimento della “Marea Neagra”. La società del gruppo che seguiva una serie di attività immobiliari in Romania e per la quale Nucera aveva chiesto il maxi finanziamento. L’importo utilizzato per pagare Salidu, per la Procura, proveniva infatti proprio dalle casse di quest’ultima. Secondo quanto ricostruito dal pm Pelosi, Nucera aveva chiesto un prestito da 44 milioni di euro, ottenendone però “solo” 16. Una cifra che poi non era stata restituita ad Unicredit e che fa parte del maxi debito (si parla di circa 250 milioni di euro) che le società dell’imprenditore cerialese hanno accumulato con diverse banche dopo i vari crac che si sono registrati negli ultimi anni.

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