Cronaca

Crack Savona Calcio, indagato l’assessore Luca Martino

luca martino sport

Savona. Colpo di scena nell’indagine sul crack del Savona Calcio, quello targato Andrea Pesce, salvato dal fallimento dalla cordata guidata dal cavaliere Dellepiane nel 2012.

Luca Martino, assessore allo sport del comune di Savona, è indagato assieme all’ex presidente Andrea Pesce, all’ex consigliere Alessio Toscano e altri cinque componenti della dirigenza di quella società, tra il settembre 2009 e il fallimento del 22 dicembre 2011.

Pesce e Toscano sono ritenuti dalle fiamme gialle come gli attori principali del dissesto finanziario del Savona Calcio, poiché – spiegano le fiamme gialle – “nelle loro vesti di amministratori sia legali che di fatto del Savona e della General Brokings 1996 Srl, hanno distratto la somma di 544.000 euro in favore di queste ultime traendola illecitamente da altre società riconducibili agli stessi e causandone dolosamente il fallimento”.

L’indagine della guardia di finanza aveva permesso di ricostruire come si era arrivati in soli due anni a portare i libri in tribunale. Pesce e Toscano sono stati inoltre denunciati per il sistematico utilizzo fraudolento di fatturazioni per operazioni inesistenti per oltre 600.000 euro nonché per il ricorso abusivo al credito avendo presentato ad un Istituto Bancario locale contratti per false sponsorizzazioni.

Il comune di Savona, socio di minoranza del sodalizio calcistico con il 3% delle quote, era rappresentato nel CdA proprio dall’assessore Luca Martino, ragione per la quale l’assessore è stato iscritto nell’albo degli indagati. Nel mirino l’approvazione da parte dei consiglieri del bilancio 2010, dichiarato in attivo nonostante pesanti perdite: “L’esame dei bilanci societari – spiegano i finanzieri – ha permesso di evidenziare come il bilancio fosse palesemente falso, in virtù dell’inserimento di crediti verso clienti risultati fittizi per oltre 410.000 euro permettendo, in tal guisa, di far evidenziare un utile d’esercizio anziché una reale perdita”.

L’accusa di malversazione per Martino, Pesce e gli altri deriva invece dalla gestione dei lavori davanti allo stadio, con la creazione del campetto in sintetico: lavori che avrebbero dovuto essere pagato con il finanziamento di 145.000 euro del credito sportivo, mentre quei soldi sono stati utilizzati per pagare spese correnti e stipendi dei dipendenti. “L’indagine non può considerarsi conclusa”, concludono i finanzieri.

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