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Abolizione delle Province, Vaccarezza contro il maxiemendamento al ddl Delrio: “Precario e inefficace, genera solo confusione”

Savona. “E’ riduttivo commentare solo quello che è successo ieri. Occorre soffermarsi invece, per cercare di comprendere, su quanto è accaduto in questi ultimi tre anni analizzando tutta la serie di provvedimenti che il Governo ha messo in campo”. Il giorno dopo la fiducia al Senato sul maxiemendamento del governo interamente sostitutivo del ddl Del Rio sul riordino delle province, il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza fa sentire la sua voce.

Angelo Vaccarezza

“Il disegno di legge varato al Senato, ieri, genera soltanto ulteriore confusione ad un percorso che intende trasformare le Province a vantaggio di una reclamizzata riduzione dei costi della politica – tuona Vaccarezza – Per quanto mi riguarda il rammarico non è soltanto per la precarietà e l’inefficacia di questa riforma ma, soprattutto, per non poter avere la possibilità di sottoporre l’operato di questi cinque anni di amministrazione al giudizio dei miei elettori”.

“Il ddl così concepito si traduce nella volontà del Governo di abolire le Province ma occorreranno almeno diciotto mesi prima che la riforma produca gli effetti – spiega il presidente – perchè per cancellare le Province è necessario completare il processo di revisione costituzionale. Palesemente incostituzionale, come ampiamente dimostrato dalla Corte costituzionale che si è già espressa in merito e che ha affermato che non si può cambiare la Costituzione con una legge ordinaria; ma nonostante questo il Governo è andato avanti”.

“Il primo provvedimento, compreso nella legge di stabilità, asseriva che le Province in scadenza nel 2014 sarebbero state commissariate. Diciotto mesi coperti da commissariamenti, una proroga a tempo, per un Presidente che continua il suo operato in una fase transitoria per proseguire comunque l’attività dell’ente a garanzia dell’erogazione dei servizi ai cittadini”, dice poi il presidente.

Ma la domanda da porsi, secondo Vaccarezza, è un’altra: “Cosa accade veramente a partire da oggi? Le Province non sono più commissariate ma prorogate con gli organi a loro deputati. Così parrebbe anche se a maggio di quest’anno il Consiglio verrà sciolto, la Giunta diventerà organo consuntivo e a settembre nascerà il Consiglio dei sindaci, in carica per dodici mesi, a dicembre 2014 il Presidente terminerà il mandato, e ne verrà eletto un altro, per poi arrivare a settembre del prossimo anno, probabilmente, la data che dovrebbe sancire il termine del percorso istituzionale delle Province”.

“Chiarissimo, o forse no. Insomma in questi diciotto mesi assisteremo di fatto a cinque cambi di governo senza tutele per i servizi alla comunità. Ritengo che si sia sbagliato tutto, il risparmio alla fine non ci sarà. La maggior spesa per i dipendenti sarà superiore dell’eventuale risparmio. Giova rammentare a tutti che gli attuali costi della politica di un’amministrazione come la mia sono equivalenti ad un parlamentare della Repubblica ovvero costiamo appena di più di un commesso del Senato. Ma iniziare il cambiamento da lì era difficile…”, conclude Vaccarezza.

Commenti

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  1. pinco
    Scritto da pinco

    Mi spiace di non essere stato chiaro ma le cose dovrebbero stare in questi termini.
    Troppo facile imbbibbinare il popolo con fumo negli occhi: vorremmo vedere ben altro per far rinascereil Paese. Ma no9n accadrà. Il terzo governo dell’era BCE porterà a termine l’agenda BCE (della lettera BCE di “consigli” all’Italia del 2011, gravissimo esmepio di ingerenza negli affari interni di un Paese Sovrano) sulla base della quale fu elaborata la famosa agenda Monti, poi ripresa nel’agenda Letta e quindi arrivata all’attuale per completare il lavoro ed esaurire i punti del ocmpito in classe non portati a termine dalgi altri due.
    In questo caso, il ocmpito prevede (punto 1/adellalettera BCE):
    – privatizzazioni su larga scala di servizi publbici locali (NON COMPLETATO DA lETTA);
    – MONDO DEL LAVORO con Job Act per assolvere al punto 1/b specifico della letterina, la quale recitava: ” C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione” (neppure nel Medioevo si scrivevano certe cose…INAUDITO!) e ancora il punto 2/a (“Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi”.)…ROBA DA CHIODI!!!!
    …PER ARRIVAR EAL NOCCIOLO DELL’ARTICOLO, LE PROVINCIE, MANOVRA DI CHIARO E EVIDENTE STAMPO BCE, INDICATA AL P.TO 3 DELLA LETTERA: ” C’è l’esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province).
    Sfido i sostenitori del regime eurocratico a confutare ttto ciò.

  2. Scritto da Giech Nicolasono

    Come dargli torto, a prescindere dalle rispettive posisioni politiche, non si può non essere d’accordo con lui su tutta la linea, specialmente sul finale. Purtroppo ci accorgeremo del disastro quando ormai sarà troppo tardi. A questo punto bisogna ammettere che, tutto sommato, ha ragione Grillo. Purtroppo.

  3. Scritto da hood

    alla faccia del politichese…! nu se capisce in belin !

  4. pinco
    Scritto da pinco

    Volendo esulare da motivazioni legate alle persone e ai loro incarichi, la strenua e accorata difesa dell’istituzione da parte di Vaccarezza mi trova daccordo: stanno cercando un escamotage per aggirare le tutele che la COstituzione contiene a chè nessuno si permett adi stravolgerla e modificarla cun un decretuccio governativo. Questo vollero i Padri Costituenti, fissando nell’articolo 138 le tutele di cui abibsognava la Carta, per essere messa al sicuro nel futuro.
    Probabilmente torneranno alla carica come lo scorso anno fece il governo Letta (itnetopoi abbnadonato grazie agli allarmi giustamente lanciati dall’opposizione, con in testa il M5S), con il tentativo di modificare proprio il “lucchetto” costituzionale rappresentato dall’articolo 138.
    Ma se non basta l’espressione inequivocabile della Consulta riguardo ai maldestri intenti a base di decretucci governativi (ovviamente con la fiducia) per fare le tanto reclamizzate riforme, a maggior ragione non potranno neppure depotenziare l’articolo 138 sempre con lo stesso discutibile metodo del “democraticissimo” decretuccio.
    Sarebbe anche quello incostituzionale e anzi, sul piano degli effetti, ancor più pericoloso, visto che scardinando l’articolo fastidioso si potrebbe modificare allegramente l’intera Carta.
    Le motivazioni di insussitente risparmio con la soppressione delle porvincie si rafforzano con la convinzione che invece le provincie vadano rafforzate, assegnado loro molti compiti che ora sono detenuti per delega dallo Stato alle Regioni, con i risultati che si possono vedere. Troppo lontana la regione dal territorio e poco adatti i comuni a poter soportar eulteriori carichi di lavoro. Le provincie sarebbero quelle adatte.
    Nemmeno ci si sofferma a commentare le altre manovre in atto tese a trasformare il Senato, un importantissimo elemento costotiuzionale del sistema a “pesi e contrappesi”, in un ospizio per sindaci senza alcuna possibiltà di esercitare il necessario bi-cameralismo che i Padri Costituenti vollero proprio a tutela della stessa Costituzione e dell’esercizio della democrazia. Il tutto è improntato a generar eun potere centrale governativo che si palesa con aggettivi accattivanti come “snello” “efficiente” veloce” e che si declina con potenziali pericoli di eccesso di potere concentrato in mano a pochi: il governo.
    Pur non essendo un elettore di Vaccarezza debbo riconoscere che le motivazioni che addiuce sono quantomai opportune.