Cronaca

Violenza all’alberghiero di Finale, gli studenti ora difendono il “branco”: “Qui nessuno stupro, lei racconta cavolate”

alberghiero finale

Finale L. Adesso tutti puntano il dito contro di lei e difendono il “branco”. La reazione che non ti aspetteresti arriva dagli amici e dai compagni di scuola dei quattro studenti dell’alberghiero di Finale Ligure arrestati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una matricola dell’istituto. Da quando la notizia del grave episodio avvenuto nella scuola è diventata di dominio pubblico, gli alunni dell’istituto sembrano aver preso tutti le difese dei ragazzi finiti in manette.

Anche l’amica del cuore della sedicenne, la stessa ragazza che secondo la denuncia della presunta vittima aveva subito per un certo periodo le stesse “attenzioni particolari” dai compagni riuscendo però a farli smettere, ora l’accusa di essersi inventata tutto. E per farlo ha scelto di affidare qualche riga a Facebook: “Mettiamo le cose in chiaro una volte per tutte, all’alberghiero non è stata stuprata nessuna ragazza, è lei che sta raccontando un mucchio di cavolate senza rendersi conto che sta rovinando la vita a 4 ragazzi che non hanno fatto niente….” scrive la ragazzina.

La studentessa conclude il suo messaggio sul social network con parole di difesa per la sua scuola: “Smettetela di dire che l’alberghiero è una scuola di drogati e persone che non hanno voglia di fare niente, perché non è affatto cosi. La gente viene lì perché è l’unica scuola che ti fa capire e ti insegna il mondo del lavoro. Quindi smettetela perché è una scuola come le altre e, per come la penso io, è una scuola più che bella”.

Dalla Rete spuntano anche altri messaggi di solidarietà e vicinanza verso i quattro arrestati. Sulla pagina Facebook di uno di loro un suo amico ha postato parole di incoraggiamento unite ad una foto che li ritrae insieme: “Lo vedete il sorriso del ragazzo vicino a me???? Ecco quel sorriso non glielo toglierete mai… Faremo di tutto per far venire le verità a galla…. siamo con te, torna presto”.

Di opposto tenore sarebbero invece i messaggi inviati alla ragazzina che ha denunciato gli abusi subiti: “Non farti più vedere qui”, “Hai visto cosa hai fatto?”, “sei una bugiarda”. Sarebbe questo il senso delle frasi che gli ormai ex compagni di classe (la studentessa infatti non tornerà più tra i banchi dell’alberghiero) le invierebbero da giorni. Un comportamento che, come aveva ribadito ieri il legale della ragazzina, l’avvocato Maria Teresa Bergamaschi, per lei rappresenta una “seconda violenza”.

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