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Tariffe alte e bassa qualità, i servizi pubblici schiacciano le imprese: Liguria tre le più care d’Italia

Liguria. In Italia costi e qualità non vanno di pari passo: la Liguria registra le terze maggiori tariffe del Paese per i servizi pubblici locali e il Tpl è tra i più cari d’Italia. Non basta quindi la crisi a schiacciare le imprese italiane: a mettere i bastoni tra le ruote della micro e piccola imprenditoria ci sono appunto anche i servizi pubblici locali, all’insegna di un binomio fatto di alte tariffe e bassa qualità.

Nell’ultimo anno, a dispetto di un calo dello 0,4% dei prezzi dei prodotti manifatturieri, i servizi a regolamentazione locale sono aumentati quasi del 6% e addirittura del 21% dallo scoppio della crisi nel 2008. Gli incrementi maggiori nella raccolta dei rifiuti (+13,9% in un anno) e nella fornitura dell’acqua (+6%).

Rincari non compensati, però, dal miglioramento della qualità: il rapporto inversamente proporzionale tra i due valori emerge da uno studio di Confartigianato su dati Istat, che confronta i livelli medi di spesa e di qualità dei servizi pubblici riscontrati nei capoluoghi italiani. Posta una media normalizzata per l’Italia pari a 100 e tenendo conto della spesa per acqua, rifiuti, energia e gas sostenuta da quattro tipi di imprese (albergo, parrucchiere, ristorante, caseificio), Genova si posiziona al quarto posto con tariffe superiori dell’8,8% rispetto alla media italiana.

Peggio del capoluogo ligure fanno solo Cagliari (+37,8%) e Palermo (+17,3%), che risultano anche le due città più insoddisfatte della qualità dei servizi pubblici, giudicata inferiore, rispettivamente, del 58,4% e del 55,4% rispetto alla media del Paese. Ma dal capoluogo ligure emerge un dato: la soddisfazione delle imprese genovesi per i servizi erogati è del 26% superiore a quella nazionale.

“Le imprese genovesi– spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – hanno una soddisfazione per i servizi erogati pari a quelle milanesi, ma pagano il 25% in più, va leggermente meglio con le torinesi, con il 15% in più, ma differenze così ampie risultano incomprensibili ed ingiustificabili. La buona qualità dei servizi pubblici dovrebbe procedere di pari passo con tariffe in linea con i capoluoghi del Nord. Speriamo che la situazione migliori con la recente approvazione della legge regionale sugli Ato: una normativa che prevede la collaborazione tra i Comuni nella gestione del servizio idrico, distribuito su cinque ambiti territoriali, e del servizio di raccolta dei rifiuti, con un unico ambito regionale”.

A differenza di quanto emerge in Liguria, il confronto di Confartigianato parla di tariffe alte a fronte di una bassa qualità, soprattutto nelle città del Centro-Sud, mentre capoluoghi come Milano o Trento, sono caratterizzati da un’ottima qualità del servizio unita a costi inferiori alla media del Paese.
Ma cosa accade quando i cittadini italiani sono chiamati a confrontarsi con quelli di altre 77 città europee? Ecco che l’Italia scivola all’ultimo posto in classifica, appaiata alla Grecia e addirittura dietro alla Lituania, per qualità della vita offerta dai servizi pubblici locali. È l’esito di un recente sondaggio della Commissione europea, basato sui giudizi espressi dagli abitanti di 83 città europee e riguardanti trasporto pubblico, stato delle strade e dei palazzi, pulizia della città, servizi amministrativi e miglioramenti in ottica green. Tre delle sei città italiane prese in considerazione si piazzano agli ultimi tre posti in classifica (Napoli, Palermo e Roma), mentre circa a metà troviamo Bologna, Verona e Torino.

Una sentenza pesantissima per l’Italia, che trova nel trasporto pubblico il proprio tallone d’Achille: qui il giudizio più pesante, con il 42% dei cittadini soddisfatti (su circa 5 milioni di italiani interpellati). Secondo l’analisi di Confartigianato su dati Istat, in Liguria solo il 50% dei fruitori dei mezzi pubblici (circa il 43% degli abitanti della regione) si dice soddisfatto del servizio di Tpl: a pesare sono soprattutto il costo del biglietto (che accontenta poco più del 25% dei viaggianti), la pulizia delle vetture (scarsa per il 62,8% degli interessati) e la comodità di attesa alle fermate (che passa l’esame solo nel 40% dei casi, così come la possibilità di trovare un posto a sedere).

In particolare, il costo medio per chilometro percorso in Liguria (5,43 euro) è il terzo più alto d’Italia dopo quello di Campania (7,14) e Lazio (7,4). Giudizi negativi che trascinano la Liguria al sedicesimo posto in Italia: oltre a tutto il Tpl del Nord (dove i cittadini sono soddisfatti per il 52%), anche il servizio di Basilicata, Marche, Molise, Sardegna e Umbria è migliore di quello ligure.

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