Si sono concluse le “PuffOlimpiadi” del volley: educazione motoria e divertimento senza il “peso” della classifica

Albenga. Si sono concluse le “PuffOlimpiadi” del volley, il progetto sperimentale ideato quest’anno dal Comitato provinciale savonese Fipav e dedicato ai bambini dell’asilo e di prima e seconda elementare.

Tutti in campo per giocare e divertirsi, senza nessuna classifica e, quindi, senza paura di perdere o arrabbiature per qualche risultato. Un’idea che non si limita a proporre le basi per il gioco della pallavolo, ma compie un passo in più. In pratica, un approccio all’educazione motoria, con giochi atti a sviluppare e migliorare le varie capacità, quali camminare, rotolare, correre, saltare, strisciare, eccetera. Poi, in un secondo tempo, alcune partite di babyvolley, la categoria con cui si parte nel Minivolley Tour.

Domenica 9 febbraio, a Leca d’Albenga, si è svolto il terzo ed ultimo appuntamento del circuito delle “PuffOlimpiadi”. Sette società hanno aderito al progetto, portando a gareggiare i loro bambini: Il Gabbiano Andora con May e Renata, l’Alassio Laigueglia con Cinzia e Gaia, l’Albenga Volley con Alessandro e Giulia, il CSV Albenga con Roberto e Ilaria, il Volley Team Finale con Loredana, il Sabazia con Enrico e il gruppo dei sodalizi di Albisola con Roberto e compagni.

I bambini, accompagnati dai loro allenatori, sono stati dapprima suddivisi in alcuni gruppi misti indipendentemente dalla società d’appartenenza. I quattro gruppi hanno giocato nel vero senso della parola, nelle stazioni predisposte dove, ad ogni stazione, allenavano e si miglioravano in un’abilità motoria particolare. Terminate le stazioni, i bambini, questa volta divisi per società, hanno formato delle squadre per disputare delle partite di babyvolley senza però l’ansia del risultato e della classifica.

“Tutti gli allenatori che hanno partecipato sono stati molto molto contenti di questo progetto – racconta Daria Molina, responsabile del settore Promozione della Fipav Savona -. Innanzitutto l’abbinamento gioco/capacità motorie è secondo me veramente utile, in quanto si insegnano cose importanti a livello motorio, prescindendo da ciò che è pallavolo, visto che purtroppo a scuola l’ora di educazione motoria è sempre più risicata”.

“Poi – prosegue Daria Molina – con questa attività si possono coinvolgere anche i bambini dell’asilo, mentre il puro torneo di babyvolley per loro risulta troppo gravoso. Infine, mi è piaciuta tantissimo l’atmosfera che è girata intorno a questi tre appuntamenti. Tutti sorridenti, anche gli allenatori, bimbi felici e genitori tranquilli, senza l’assillo della classifica”.

Mentre il movimento legato alle prime squadre soffre, sia per problemi economici che per uno scarso ricambio generazionale, il Comitato provinciale continua con costanza ed entusiasmo a provare a rilanciare l’attività giovanile, per portare a giocare e svagarsi sotto rete il maggior numero di bambini e bambine, per vederli divertire e per dar loro la possibilità di provare ad imitare le gesta dei campioni, magari sognando di poter arrivare, un giorno, in Serie A1.

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