Savona, il signor Aonzo e il segreto della latteria dei frappé: “E’ il ricordo dei gusti dell’infanzia”

Savona. “Non ce l’aspettavamo. Me vegne u magùn int’a gùa”. Si commuove, il signor Aonzo. Più volte fa fatica a parlare per l’emozione: quando ricorda il passato, quando racconta perché quella semplice latteria è tutto per il suo vecchio cuore. E quando capisce che tanta, tanta gente è con lui.

Sì, perché la notizia dello sfratto ai gestori della storica “latteria dei frappé” di piazza Chabrol, a Savona, ha scatenato una vera e propria sommossa popolare. Il tam tam è partito sui social network e, come un fuoco, ha infiammato l’intera città, tanto da portare alcuni amministratori comunali a schierarsi pubblicamente dalla parte dell’antico esercizio commerciale. “Per noi è stato commovente, davvero tanto – racconta la figlia Silvia – E’ stata una dimostrazione di affetto da parte della nostra città, a cui noi col lavoro corretto e rispettoso abbiamo dato tanto, a volte anche la salute. E’ stata una risposta grandiosa”.

La ragione per cui i savonesi sono così affezionati a quella piccola latteria, tanto stretta e poco prestigiosa, eppure così amata, sta in una semplice parola: frappé. Per tutti quel posto non ha nome, è “dove fanno i frappé buoni”. Merito di un’antica ricetta rimasta immutata negli anni, ma soprattutto di un ingrediente segreto, svela il signor Aonzo: “E’ il ricordo dei gusti dell’infanzia. Di quando eravamo… – ed un groppo in gola ne spezza le parole – di quando eravamo piccoli, venivamo in latteria e col frappé facevamo festa, ed era una festa dei nostri tempi. Venivamo qua e c’era la signora Gina, che ci accompagnava quasi a scuola… Eravamo felici e contenti di berci quel frappé, riusciva a farci piacere anche lo studio della scuola, perché eravamo in famiglia”.

Ora la latteria potrebbe sparire. Inizialmente lo sfratto per rimpiazzarla con un negozio di telefonia, poi la voce di una parziale marcia indietro: cambia la gestione, ma i frappé restano. “La nostra paura è che venga stravolto e smantellato tutto il negozio – racconta Silvia – Con le ristrutturazioni non si mantiene la storia, ci vogliono i restauri per fare un intervento corretto. E comunque la patina del passato non è brutta, non si capisce perché c’è chi la vuole cancellare. Questo negozio noi lo abbiamo amato e rispettato come un santuario, non un negozio: la mia famiglia non ha mai fatto interventi disastrosi sulle mattonelle o sul soffitto, che è ancora in gesso, realizzato apposta da un artigiano. Abbiamo rispettato, abbiamo lavorato mettendo in secondo piano la comodità. Negozi uguali a questo non ce n’è al mondo, mentre negozi moderni ce ne sono tanti. Speriamo che vinca il cuore”.

E il cuore batterà più forte sabato 22, quando dalle ore 16 tanti savonesi si ritroveranno davanti alla storica latteria, per quello che è stato battezzato “Aperifrappé”. Non una nuova moda, ma una forma di sostegno, nata proprio su Facebook: “Sarà un raduno per difendere l’antica latteria di Savona, che è di proprietà di tutti i clienti e dei savonesi – dice Silvia – Verrà giù anche mia madre, titolare della licenza, e sarà una grande festa per tutti. E’ stata un’idea dei clienti, della gente che ci mette il cuore e non i soldi”.

E se dovesse andar male, il signor Aonzo è pronto a ricominciare, con quella tenera voglia di sognare che gli brilla negli occhi: “Ci spostiamo, non andiamo tanto lontano. Mettiamo le scatole del latte per terra, facciamo la Via Lattea e vi trasciniamo tutti dietro di noi”.

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