Cronaca

Savona, commercianti “vicini” in lite per i bisogni del cane: il caso finisce in tribunale

Savona Tribunale

Savona. Una lite causata da un cane bassotto, o meglio, dai bisognini che il quattrozampe regolarmente lasciava sul marciapiede davanti al bar gestito dai suoi padroni. Un’abitudine che ha finito per scatenare una lite coi titolari del negozio vicino arrivata fino in tribunale. I padroni della bestiola, secondo l’accusa avrebbero reagito in maniera troppo decisa alle rimostranze (giustificate) del titolare della boutique di calzature confinante con il loro locale, sono stati infatti querelati per ingiurie e minacce.

Ieri mattina il caso, che vede a giudizio due persone, F.S., e E.A., i proprietari del bar “Napoleon” di via Mistrangelo a Savona, è approdato davanti al giudice di pace penale Isabella Cocito. Secondo la contestazione dell’accusa, dopo le proteste dei commercianti del negozio confinante, esasperati dalla presenza quotidiana dei bisogni del cagnolino davanti alla loro vetrina, gli imputati avrebbero reagito insultandoli e minacciandoli.

Gli episodi oggetto di querela, che risalirebbero al giugno 2009, sono stati ricordati ieri in aula proprio dal titolare della boutique T.B. (difeso dall’avvocato Fabio Bruno Celentano): “Da quando ho aperto lì, nel 2008, il bassotto faceva i bisogni davanti al mio negozio. All’inizio chiedevo al mio dipendente di pulire, poi avevamo iniziato ad avvisare i padroni del cane quando succedeva. Per tutta risposta il titolare del bar mi intimava, con delle parolacce, di non rompere le scatole. Mi diceva: ‘Siamo qui da 30 anni e facciamo quello che vogliamo. Voi siete arrivati ieri'”. Frasi alle quali sarebbero seguite minacce da parte di F.S. di sporcare la vetrina, di “riempirlo di botte”, di buttare la moto del dipendente in mezzo alla strada, ma anche di morte (“ti ammazzo se ti vedo nel mio bar”).

Prima di questi episodi la querelle si era concretizzata anche in un esposto ai vigili urbani con tanto di documentazione fotografica che immortalava il bassotto fare i bisogni. Un braccio di ferro che, visto il rifiuto dei vicini “di vetrina” di essere risolto fuori dal tribunale, continuerà in aula e davanti ad un giudice. La prossima udienza è stata fissata a febbraio del prossimo anno.

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