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Dispersa Vendone, mattinata di ricerche infruttuose: si medita un cambio di strategia foto

Vendone. Proseguono come previsto, nonostante le perplessità delle ultime ore, le ricerche di Frigentina Del Rosario Picariello, la 52enne di origine venezuelana allontanatasi dal proprio alloggio domenica pomeriggio e da allora dispersa.

Oggi è iniziato il quinto giorno di ricerche incessanti, e purtroppo concluse ancora un nulla di fatto. Questa mattina le ricerche sono iniziate all’alba, con la brutta sorpresa della pioggia che certamente non agevola le operazioni. Impegnati nella zona tra Vendone e Arnasco, vigili del fuoco, soccorso alpino, protezione civile, corpo forestale dello stato, unità cinofile e carabinieri; in mattinata sono arrivate in rinforzo anche squadre cinofile da Torino.

E’ stata battuta la zona tutt’attorno alla casa, percorrendo un tragitto a salire lungo una strada in cui lei andava spesso a passeggiare. Un cammino “a salire” lungo le alture che via via si fanno sempre più impervie. Le squadre dei Vigili del Fuoco hanno scandagliato, da valle verso monte, il famoso rio intorno cui si sono concentrate la maggior parte delle attività degli ultimi due giorni; ricontrollati anche due casolari della zona e una pozza situata all’interno di uno di questi. I Carabinieri invece si sono concetrati nelle zone dove sono stati ritrovati gli indumenti.

La sensazione tra i soccorritori è però quella di dover cambiare strategia: la zona tra la porvinciale 35 è 21 è stata battuta tutta: strano non aver trovato un eventuale cadavere, se fosse davvero lì. D’altronde risulta difficile pensare che la donna, anche per come era vestita, possa aver sfidato il freddo, e più passa il tempo e meno sembra probabile di poter ritrovare Frigentina viva. I problemi di depressione della donna potrebbero far pensare a un gesto inconsulto; i giorni che passano e che la 52enne ha forse trascorso al freddo delle alture, farebbero invece pensare a una possibile disgrazia.

Ma quegli indumenti messi lì, lungo la provinciale 35 in cui da giorni si concentrano le ricerche, fanno avanzare l’ipotesi di un intervento di terzi. La parola che si sente pronunciare sempre di più è quella del depistaggio: dal cellulare al coltello da cucina, fino alle ciabatte, alla giacca e a una maglietta con tanto di bruciature (in questo ultimo caso è ancora da accertare che appartenga proprio alla donna), c’è chi pensa che siano stati messi lì in un secondo momento per portare i ricercatori in una zona circoscritta e non farli “indagare” oltre. Ma perché? Un’ipotesi che non è smentita dai carabinieri, i quali però al momento paiono concentrarsi sull’allontanamento volontario (e eventuale morte a seguito di una disgrazia).

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