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Dispersa Vendone, esplorato tutto l’abisso di Montenero: si allarga il fronte delle ricerche foto

Vendone. Un’altra intensa giornata di lavoro, ormai la settima, per gli uomini impegnati nella ricerca di Frigentina Del Rosario Picariello, la 52enne di origine venezuelana che si è allontanata dalla propria abitazione il 2 febbraio scorso.

Ricerche che sono partite fin dalle prime luci dell’alba, con l’arrivo degli speleologi che si sono dedicati principalmente all’area speleologica che fa capo a Montenero. Grazie alla loro presenza è stato possibile controllare l’intero abisso di Montenero (in cui il dislivello supera i 100 metri) nonché tutte le grotte presenti nell’area. In più gli speleologi hanno vagliato, purtroppo sempre con esito negativo, alcuni anfratti a rischio segnalati da alcuni volontari locali della Protezione Civile.

Oltre agli speleologi del soccorso alpino, erano ben 65 le unità oggi operative, tra cui l’unità cinofila del Soccorso Alpino. Un numero elevato che ha permesso di strutturare l’azione delle squadre terrestri intorno a due “perni”, il primo nei dintorni dell’abitazione della donna, il secondo riferito ad una sorta di media tra le posizioni dei vari reperti trovati (ad oggi il cellulare, le ciabatte, un coltello, la giacca e una maglietta con bruciature).

Mentre alcune squadre ripassavano al setaccio queste due zone, anche a costo di controllare nuovamente in punti già battuti, in contemporanea gli altri gruppi hanno allargato ulteriormente il fronte di ricerca, tanto sulla Sp35 verso Arnasco quanto sulla Sp21, oltre Celsa e Campi.

Continua nel frattempo l’attività investigativa dei Carabinieri, che negli ultimi giorni, oltre all’ipotesi dell’allontanamento volontario da parte della donna, hanno dovuto fronteggiare anche quella del depistaggio da parte di terzi che potrebbero aver disseminato “ad arte” gli effetti personali della donna nelle aree di ritrovamento. Ma le ricerche non si fermano: “Continuiamo a operare senza trascurare nulla – spiega Luca Bianco del Soccorso Alpino – senza farci condizionare dalle altre ipotesi. Non sarebbe professionale, e rischierebbe di minare la nostra attenzione e la nostra tenacia. Per noi questa è, al momento, la ricerca di una persona dispersa in zona impervia”.

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