Cronaca

Bullismo a scuola: insultato, picchiato e bruciato con una sigaretta. Da uno studente accuse choc

itis ferraris pancaldo savona

Savona. Una scuola della provincia di Savona finisce al centro di un altro presunto grave caso di violenza tra i banchi di scuola. Si tratta di un istituto superiore dove si sarebbe verificato un vero e proprio episodio di bullismo che vede coinvolti un gruppetto di alcuni studenti sedicenni accusati di aver preso di mira un loro compagno di scuola.

Le accuse contestate nei loro confronti dal pubblico ministero del tribunale per Minorenni di Genova, che sta indagando sul caso, sono stalking, percosse e lesioni personali. Oltre alle prese in giro verbali che facevano riferimento all’aspetto fisico del ragazzo (“ciccione”, “omino Michelin”), che da pesante scherzo si sarebbero trasformate ben presto in vere e proprie violenze psicologiche, i ragazzi si sarebbero resi protagonisti di un episodio particolarmente violento: avrebbero spento una sigaretta sul collo della loro vittima. Ma non sarebbe stato l’unico caso di violenza: in un’altra occasione infatti i compagni lo avrebbero colpito con un pugno sulla spalla soltanto perché lui si era rifiutato di consegnargli una bottiglietta d’acqua. E ancora, sempre in classe, gli avrebbero sottratto il cellulare per poi utilizzarlo per mandare messaggi offensivi agli amici del ragazzo.

Un atteggiamento che, secondo gli investigatori, aveva fatto cadere nell’ansia lo studente preso di mira dai compagni-bulli. Visto che le offese e le percosse non accennavano a smettere, a quel punto il sedicenne si sarebbe convinto a chidere aiuto e ha denunciato tutto in Questura. Secondo il racconto della vittima, che nel frattempo aveva anche chiesto di cambiare classe per sfuggire alle violenze, la persecuzione nei suoi confronti era iniziata ad ottobre ed è continuata fino alle scorse settimane.

In questi giorni i presunti bulli si stanno presentando uno ad uno negli uffici della Mobile per essere interrogati. Uno di loro, che deve ancora essere sentito dalla polizia, nega davanti al suo avvocato di essere responsabile. “Avevo sentito raccontare dell’episodio della sigaretta, ma io non c’entro nulla. Non capisco come mi abbiano coinvolto” ha detto il ragazzo al difensore. Le notizie trapelate finora bastano a delineare i contorni di un caso che, se venisse confermato, non potrà che far nuovamente discutere sull’argormento delle violenze consumate tra i banchi di scuola.

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