Cronaca

Truffa Inter Club Savona: 4 anni di reclusione per Raffaele Uzzauto

Raffaele Uzzauto

Savona. Quattro anni di reclusione, duemila euro di multa, più una serie di pene accessorie e di risarcimento danni con cifre da capogiro. Questa la condanna inflitta dal giudice Fiorenza Giorgi a Raffaele Uzzauto, l’ex presidente dell’Inter Club Savona, al centro di una maxi truffa che lo vede accusato di abusiva attività bancaria e finanziaria, e abusiva attività di investimento o gestione collettiva del risparmio.

Per ciò che concerne le pene accessorie si parla di: interdizione di 3 anni dai pubblici uffici e un anno interdizione dall’occupare ruoli dirigenziali e dalla capacità di siglare contratti di pubblica amministrazione. Per quanto riguarda i risarcimenti concessi dal giudice, si parla di 520 mila euro di danno patrimoniale liquidato a 10 persone raggirate, 75 mila di danni non patrimoniali, più 1000 euro di spese processuali per ogni singolo truffato.

In aula, oggi, accusa e difesa si sono date battaglia sostenendo tesi opposte: secondo l’accusa non vi sarebbero dubbi sul fatto che Uzzauto mettesse in atto dei veri e propri raggiri, sostenendo che i contratti-scritture fatti firmare dall’ex presidente dell’Inter Club savonese fossero “buffe, goffe, implausibili”.

All’opposto, invece, l’avvocato Molino, difensore dell’imputato, parla delle attività del suo assistito come di semplici operazioni commerciali andate male, in cui non vi è da ravvisare né dolo né la volontà di truffare le persone con cui è venuto in contatto. Investimenti e scelte sbagliate, dunque, cui avrebbero partecipato anche altre persone subendone semplicemente le conseguenze. Il legale ha fatto leva sulla personalità di Uzzauto che, dopo essersi licenziato dal precedente lavoro, ha dedicato anima e corpo (e tutti i suoi risparmi) per far fruttare un’attività che, sebbene non sarebbe dovuta essere a fini commerciali, è stata da lui gestita come se lo fosse.

“Uzzauto faceva operazioni di carattere commerciale, non prometteva interessi – ha sostenuto l’avvocato – La gente partecipava a queste. Faceva tutto, seppur non potendo, nella massima trasparenza. In questo caso siamo davanti ad operazioni commerciali andate male. Lui non ha intascato niente. Uzzauto ha fatto operazioni commerciali illegittime ma non ha raccolto pubblico risparmio. C’è anzi una condivisione delle stesse. La truffa non c’è, come non ci sono dolo e raggiro”.

Sono una ventina le persone che si erano costituite parte civili nel procedimento in essere. Erano invece una trentina quelle che avevano sporto denuncia alla polizia marittima sostenendo di essere stati truffati da Uzzauto: gli avrebbero dato denaro da investire in iniziative legate all’Inter, dietro alla promessa di buoni guadagni. Quei soldi, però, sarebbero svaniti.

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