Calcio, termina l'avventura di Claudio Nucci sulla panchina del Val Lerone: "Vaglierò eventuali nuove opportunità" - IVG.it
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Calcio, termina l’avventura di Claudio Nucci sulla panchina del Val Lerone: “Vaglierò eventuali nuove opportunità”

Claudio Nucci

Arenzano. Claudio Nucci da pochi giorni non è più il mister del Val Lerone. La sua esperienza sulla panchina della società arenzanese è terminata alla fine del girone di andata della stagione in corso, dopo aver già condotto i “canarini” nella stagione scorsa.

“E’ stata una avventura che nel 2012 ho affrontato con entusiasmo, tornando ad allenare una squadra del paese dove vivo, dopo tanti graditi anni passati sulle panchine del savonese/bormidese – spiega Nucci -. Mi allettava l’idea, al di là della categoria, di tornare a lavorare sul campo dove, nel 1999/2000, avevo avuto il piacere di allenare, in Promozione, l’Arenzano. E quindi, anche ora alla chiusura del rapporto, ci tengo a ringraziare il presidente Rita Valle, cogliendo l’occasione per fare altrettanto con tutti i componenti dello staff e dell’intera rosa”.

“Se il campionato terminasse oggi, stante la posizione in classifica (tra l’altro a soli quattro punti dalla vetta), il Val Lerone avrebbe il diritto di giocarsi ai playoff il salto di categoria – sottolinea Nucci -, pur avendo dovuto metabolizzare nella prima parte di campionato il cambio di girone, trovandosi da neofita a giocare in quello savonese, noto per la forte competitività che lo contraddistingue”.

Il team arenzanese è peraltro una squadra di notevole carattere, tanto che proprio questa dote ha consentito al Val Lerone di conseguire delle vittorie, tipo (per citarne una) quella dell’anno scorso, arrivata al 90° contro lo Sciarborasca.

“La ricordo bene – afferma Nucci – perché l’euforia che si scatenò negli spogliatoi a fine gara rappresenta il top fra i ricordi di questo periodo. Quanto al futuro, devo dire che se in estate, se capiterà una nuova opportunità, la vaglierò volentieri. Dal 1988 ad oggi, ho avuto la soddisfazione di avere una squadra da allenare, senza dover ricorrere nemmeno ad un anno di ‘pausa di riflessione’. Il gioco del calcio è apprezzabile, cosa che non è in tutti gli altri sport, a tutti i livelli e/o categorie. Certo, deve essere sostenuto dalla voglia di partecipazione, che deve essere espressa nei novanta minuti domenicali, ma ancor più negli allenamenti settimanali”.

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