Cronaca

Protesta dei forconi divisa dagli studenti, che incontrano il sindaco: “No al qualunquismo”

Savona. A Palazzo Sisto il sindaco Federico Berruti ha ricevuto una delegazione di studenti che stanno proseguente le manifestazioni cittadine. Ne è scaturita la promessa di un nuovo incontro venerdì prossimo, con modalità da definire.

Spiega Berruti: “Ciascuno rimane della propria opinione. Io ho espresso loro di trovare un modo per esercitare il sacrosanto diritto di protestare rispettando il diritto di chi non vuole farlo. In ogni caso la città deve ritornare alle condizioni normale. I disagi che comportano le manifestazioni si comprendono e si accettano, se hanno una durata ragionevole”.

“Al terzo giorno diventa pesante, soprattutto dal punto di vista del traffico: la misura è colma. Abbiamo deciso di vederci venerdì, vedremo dove e come. Lo faccio volentieri. La mia richiesta è che, pur manifestando, non gravino sulla vita dei savonesi” afferma il primo cittadino savonese.

“Un dialogo e un rapporto con i nostri teenager l’ho sempre cercato e non è mai stato facile. Speriamo che da questa occasione nasca un’opportunità. Ripeto: ho chiesto loro di dare una dimostrazione di essere meglio degli adulti” conclude il sindaco.

Come già emerso ieri, è ancora più evidente la divisione della protesta dei forconi in due gruppi. I ragazzi protestano per i tagli e la disorganizzazione del sistema scolastico, mentre gli altri si scagliano contro il “governo ladro”. Con il risultato che anche oggi il coordinamento “ufficiale” sta a piazza Saffi, invitando all’unità, ma i giovani circolano per i fatti propri nella città della Torretta.

Così un rappresentante degli studenti, Guglielmo Bruzzone: “Il sindaco ci ha evidenziato i disagi alla città e il rischio che qualcuno, da sotto, manipoli la protesta. Chi vuole venerdì è invitato a parlare con il sindaco, nell’incontro che si terrà. Questa protesta deve dare informazione: perché si manifesta? Bisogna informarsi sugli obiettivi della protesta, altrimenti ci sarà sempre qualunquismo”.

“La disperazione porta in piazza le persone a protestare. Io parlo a nome degli studenti e della situazione della scuola. La protesta è multipla e differente: c’è gente con molte motivazioni. Quindi è l’espressione di un disagio forte. Poi ognuno deciderà quali richieste specifiche portare avanti” conclude.

Intanto nelle vie savonesi non mancano liti tra manifestanti e cittadini (soprattutto automobilisti e commercianti) esasperati dai blocchi e dalla viabilità a singhiozzo.

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