Abusivi in case inagibili a Giustenice, sfrattati a S. Stefano. Rozzi: "Costretti a farlo per la sicurezza" - IVG.it
Cronaca

Abusivi in case inagibili a Giustenice, sfrattati a S. Stefano. Rozzi: “Costretti a farlo per la sicurezza”

Giustenice. Uno sfratto nel giorno di Santo Stefano. La storia, dall’atmosfera molto poco “natalizia”, arriva da Giustenice dove questa mattina una coppia è stata sfrattata dalla casa che occupava da qualche tempo in via Lodi 5. Un caso che, nei mesi scorsi, era già finito alla ribalta delle cronache perché i due avevano già ricevuto un ordine di lasciare l’appartamento dove alla fine, dopo un tira e molla coi Comuni di Pietra (proprietario dell’immobile) e Giustenice (sul territorio del quale è l’alloggio) erano invece rimasti.

Stamattina lo sfratto, che nei mesi scorsi si era cercato di evitare ad ogni costo, si sarebbe invece reso necessario per motivi di sicurezza. I problemi sono iniziati infatti quando i vigili del fuoco sono intervenuti in via Lodi per verificare la presenza di alcune infiltrazioni. I pompieri, come segnalato da alcuni residenti, hanno trovato un grosso allagamento tra la montagna e la palazzina. Una situazione di grave pericolo tanto che è stata dichiarata l’inagibilità dello stabile. A quel punto è stato informato il Comune che ha optato per l’allontanamento degli occupanti.

Una scelta che ha scatenato una dura opposizione della signora: la donna non voleva abbandonare la casa e per farla allontanare sono intervenuti anche i carabinieri. Davanti ai militari, anziché calmarsi, l’inquilina avrebbe continuato a dare in ecandescenze tanto da costringere gli uomini dell’Arma a portarla in caserma per accertamenti. La sua posizione non è ancora definita, ma rischia una denuncia.

A fare chiarezza sullo sfratto di Santo Stefano è stato il sindaco di Giustenice Ivano Rozzi: “Io sono stato chiamato questa matttina dai carabinieri. Quando sono arrivato c’erano anche i vigili del fuoco. C’è un problema dietro questo palazzo e c’è una situazione veramente critica. Attraverso un’immediata analisi di quelle che potevano essere le problematiche, tenendo conto che alcune delle unità immobiliari erano parzialmente allagate e scendeva acqua dai soffitti, si è ritenuto di mettere in sicurezza gli inquilini. Quindi è stato necessario disporre un’evacuazione, ma con la disponibilità di una sistemazione temporanea per loro”.

“Questo stabile è di proprietà del Comune di Pietra Ligure e non di Giustenice anche se la competenza territoriale oggi è la mia. Probabilmente ciascun proprietario di casa deve cercare di regolare al meglio i rapporti con i propri inquilini. In questo caso c’è un inquilino regolare, che mi risulta paghi l’affitto al Comune di Pietra Ligure, ed è stato da noi tutelato in tutti i modi possibili. Anzi gli abbiamo anche trovato una collocazione idonea temporanea. Poi però abbiamo preso atto, essendo qui, che parte delle altre unità immobiliari sono abitate abusivamente. Ci spiace il 26 di dicembre fare una scelta di questo genere, ma dobbiamo guardare alla salvaguardia delle persone. Probabilmente una chiusura più accurata di tutti questi vani del palazzo potrà consentire in futuro che non vengano più abitati” conclude Rozzi.

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