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Sassello, la scuola del futuro è qui: un’azienda savonese dietro la rivoluzione didattica che piace a Samsung

lavagna multimediale

Sassello. La scuola del futuro è immersa in un territorio dalle tradizioni antiche e apparentemente immune ai cambiamenti che la modernità impone. Eppure è proprio qui, sul versante settentrionale dell’Appennino ligure, in un paese che non arriva nemmeno a duemila anime, che nasce la didattica del ventunesimo secolo, che può ambire a dettare le regole dell’apprendimento anche su scala nazionale.

Ad accorgersi di ciò che sta accadendo all’istituto di comprensivo di Sassello è stata nientedimeno che la Samsung che ha deciso di finanziare un’aula multimediale, per un investimento di circa 35 mila euro, col progetto Smart Future: tablet, lavagna digitale e banda larga wi-fi, all’insegna della massima tecnologia per gli studenti. L’inaugurazione è prevista per il prossimo 7 dicembre.

Sassello è una delle 25 scuole d’Italia a beneficiarne e questo grazie a esperimenti d’avanguardia nati proprio tra queste classi e grazie alle professionalità di una piccola società che ha sede a Savona. Si tratta della RRM Network, operante nel settore delle telecomunicazioni e installazione di Reti internet, che nel 1978 aveva iniziato la sua avventura nel campo del broadcasting e dell’editoria radiofonica e che nel 2008 ha iniziato la rivoluzione all’interno delle scuole sassellesi con un modello che è stato poi allargato agli istituti comprensivi di Valle Stura (in provincia di Genova), Pieve di Teco (in provincia di Imperia) e Follo (nello Spezzino).

La filosofia è questa: dato che si parla di istituti di montagna, che presentano problemi logistici e che rischiano anche l’isolamento in caso, ad esempio, di condizioni meteo avverse, si è lavorato per renderli accessibili anche senza dover raggiugere fisicamente la scuola. E questo, ovviamente, grazie al magico mondo di internet.

La RRM Network si è così adoperata per creare infrastrutture per accorciare le distanze tra istituti e, all’interno di questi, anche tra sedi associate. In questo modo le aule sono state collegate virtualmente con allievi che, da diverse sedi, possono seguire la stessa lezione, anche interagendo (L’IC Sassello comprende anche i Comuni di Stella, Urbe, Giusvalla, Mioglia).

Ed è così che è nato il progetto “Scuole in Rete”, preso ad esempio dalla Regione Liguria e guardato con grande interesse anche dal Cremit (Centro di ricerca sull’Educazione ai Media all’Informazione e alla Tecnologia) della Cattolica di Milano e dal suo direttore, Pier Cesare Rivoltella. E’ anche tramite questa collaborazione che si è scatenato l’interesse di Samsung per questa ultramoderna “officina scolastica” dotata di connessioni e strumenti all’avanguardia, con software didattici interattivi, con aule in cui la classica lavagna viene sostituita dalle Lin (ossia la lavagna multimediale) e in cui il 7 dicembre sarà inaugurata una classe ipertecnologica in cui gli alunni saranno dotati anche di tablet.

“E’ un progetto su cui abbiamo puntato e a cui hanno creduto dirigenti scolastici e docenti, che ringraziamo – dice Maurizio Brisa, socio della RRM Network insieme all’ingegner Roberto Prefumo -. Ovviamente ci siano adoperati per organizzare corsi di formazione degli insegnanti per l’utilizzo di queste nuove tecnologie. Non è stato facile per alcuni cambiare mentalità ma, a poco a poco, la rivoluzione si sta realizzando. Ora siamo onorati che il nostro progetto venga considerato anche ad alti livelli”.

“La Rete offre possibilità infinite e in un territorio difficile come questo, a livello di distanze e orografia, era necessario poter disporre di un’efficiente interconnessione tra le sedi scolastiche – continua Brisa -. Nell’Ic Sassello è stata creata anche una ‘scuola a distanza’ con un’aula dotata di webcam e microfoni direttamente collegata con il liceo Della Rovere di Savona di modo che gli alunni della zona potranno seguire le lezioni ‘savonesi’ anche quando la neve renderà impossibile raggiungere la città della Torretta. Dati i tagli alla scuola era ovviamente impossibile creare qui una succursale del liceo: in questo modo si ottiene lo stesso risultato a costo ridottissimo. Oggi le tre ragazze sassellesi che studiano a Savona possono, un giorno alla settimana, rimanere nel loro paese senza perdere il giorno di scuola. Ora anche il Cremit sta guardando con interesse a tutte queste sperimentazioni”.

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