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Brilla a Millesimo la nuova stella Michelin, Maria Rosa Lauro: “Ho creduto nella ristorazione in Valbormida contro tutto e contro tutti” foto

Millesimo. Ha lanciato il guanto della sfida, nonostante tutti cercassero di scoraggiarla, e ora è lei stessa, Maria Rosa Lauro, a dare lo schiaffo morale a chi non credeva nel suo progetto. Quello di aprire un ristorante a Millesimo, in un momento in cui la crisi già cominciava a mordere, nel 2008, e nella terra valbormidese fustigata dalla penuria di lavoro.

“La Locanda dell’Angelo” è la new entry della Guida Michelin, che ha premiato con una stella il locale e il giovane chef Massimiliano Torterolo. Dopo dieci anni di impiego alla Demont, Maria Rosa Lauro ha deciso di intraprendere la via della ristorazione: “Ho creduto in questa avventura contro tutto e contro tutti. Mi dicevano che questo non è un posto per un ristorante così, che non aveva senso fare ristorazione di qualità in Valle. Ma noi non ci siamo scoraggiati, nemmeno quando il sabato all’inizio guardavamo la sala quasi deserta”.

La svolta arriva nel 2010 quando il neanche trentenne Massimiliano Torterolo, cresciuto alla scuola di Flavio Costa all’”Arco Antico” di Savona, di Andrea Berton a Milano e di Gualtiero Marchesi a Erbusco, decide di fare il “grande salto” per passare a cimentarsi da protagonista ai fornelli.

“Quando ha fatto la sua presentazione e ho assaggiato i suoi piatti – spiega la Lauro – mi sono detta: non posso lasciarlo uscire da quella porta. E così è stato e oggi, grazie ad un grande chef, abbiamo ottenuto un risultato incredibile”.

E infatti, tra gli 11 ristoranti liguri stellati dalla rossa Michelin, brilla anche “La Locanda dell’Angelo”. Il locale era già stato recensito da Edoardo Raspelli nel dicembre 2010. Poco dopo, nel 2011, la prima visita da parte degli ispettori Michelin. Lo scorso anno la nomina nell’elenco dei Gourmand e quest’anno già il salto nell’olimpo dell’alta ristorazione.

“Non ci aspettavamo assolutamente di ottenere la stella già quest’anno. Quando abbiamo ricevuto l’invito per la cerimonia di oggi a Milano ci sono tremate le gambe, eppure, sino a quando Massimiliano non ha visto con i suoi occhi il risultato, non ci volevamo credere” afferma la titolare.

“Forse i savonesi ci hanno sottovalutato – prosegue – Però in questi pochi anni siamo riusciti a costruirci una bellissima clientela da tutto il Piemonte. La soddisfazione è doppia perché essere riusciti a ottenere la stella a Millesimo, nel cuore di una Valbormida sconvolta da una crisi di lavoro e di industria, rende il tutto ancora più bello”.

“Quando fai ristorazione vuol dire che porti la tua vita in sala, ogni giorno, giorno dopo giorno; ci vuole passione e senza passione non vai da nessuna parte, non importa se sei a Millesimo o a Milano” conclude Maria Rosa Lauro.

Soddisfazione anche da sindaco Mauro Righello: “Complimenti a chi ha ottenuto questo riconoscimento – commenta – E’ il premio per aver portato avanti un lavoro costante e di sacrificio, che oggi viene elevato tra i ristoranti più importanti in Italia. Millesimo ha molti marchi di qualità e di valenza turitica. Questa stella brilla per proiettare Millesimo nell’alta cucina”.

Commenti

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  1. Scritto da El Rey del Mundo

    Infatti @marty74 lavora nella locanda in questione come pasticcera: sforna in continuazione tanti bei “cannoli alla crema” ricchi e fragranti…

  2. marty74
    Scritto da marty74

    in questo caso, ha ragione osservatore curioso, purtroppo

  3. Scritto da El Rey del Mundo

    Io sul sito web del ristorante non ci vado perché non so nemmeno il nome del locale e di certo non mi metto a “smanettare” per trovarlo in rete. Dato che ha una buona clientela piemontese perché non si trasferisce in Piemonte?
    @Osservatore ebete; in malora ci va chi paga le tasse ed è onesto, di sicuro non metto in discussione la solidità economica e l’abbondante numero di clienti del ristorante, gli studi di settore e il costo delle materie prime da lavorare e del personale in regola. Tutto ciò non scalfirà in alcun modo il locale e i gestori. Ogni cliente piemontese riceve a fine pasto una regolarissima ricevuta fiscale, non ne dubito. Magari il prossimo ad andare in malora sei tu. Chissà.

  4. Scritto da Seppo

    “Forse i savonesi ci hanno sottovalutato – prosegue – Però in questi pochi anni siamo riusciti a costruirci una bellissima clientela da tutto il Piemonte.”

    Forse i savonesi non hanno più così tanti soldi da spendere per una cena. Vi invito ad andare sul sito del ristorante e vedere i prezzi dei piatti… per me possono chiudere anche domani.

    E poi, ripeto per la ottocentesima volta, BASTA sfruttare suffissi come Locanda, Trattoria, Osteria, Cascina, un tempo sinonimi di posti in cui si mangiava tanto spendendo poco, a ristoranti stellati in cui non si mangia una mazza spendendo una barcata di euro. Si dovrebbero vergognare.

  5. Scritto da smeralda

    Complimenti! Ogni tanto una bella notizia! Carino lo chef…Comunque fino ad ora pochi clienti liguri ma buoni clienti piemontesi (per forza, a loro i soldi non mancano); tra poco avrete le Famiglie Imprenditrici che da Albenga fan fagotto per portare in Val Bormida lavoro lavoro e lavoro, così di liguri avrete loro….noi mangeremo pane e cipolle…

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