Politica

Caccia, anche il Pdl insorge: “Porteremo i cinghiali davanti al Tar”

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Liguria. “E’ vergognoso che la politica ed il Consiglio regionale, che ha il compito di gestire il territorio venga superata da una burocrazia che in questo caso fa solo il male della Liguria. Stiamo valutando l’ipotesi di portare i cinghiali presso la sede del Tar”. Così commentano, provocatoriamente, i consiglieri regionali del Gruppo del Pdl la decisione del Tar di sospendere nuovamente la caccia in Liguria che continuano: “In questo modo non si fa altro che danneggiare un territorio e arrecare danno ad un settore, l’agricoltura, importante e strategico per la nostra regione, un settore che è già fortemente colpito dalla crisi economica e dalle condizioni meteorologiche che stanno causando tanti danni alle colture”.

“Da parte nostra la piena disponibilità a lavorare per cercare di uscire da questo empasse che a nostro avviso è inconcepibile e intollerabile”. “Invitiamo i cacciatori e le associazioni a unirsi alla nostra protesta e di chiedere l’intervento dei Prefetti a prendere in mano la situazione e trovare insieme a noi un soluzione che sia confacente alle esigenze di tutti e soprattutto dei cacciatori che hanno salatamente pagato la possibilità di poter esercitare questa attività nel periodo durante il quale in tutta Italia ed Europa si pratica la caccia”.

“Stiamo parlando di una categoria che in questo modo viene penalizzata senza alcun preciso motivo e sacrificata a illogiche prese di posizione fintamente ambientaliste” concludono i consiglieri regionali del Pdl.

“Apprendo ora la notizia che stabilisce l’ennesimo stop alla stagione di caccia, sconcertante. Ora è chiaro: non è in discussione il calendario venatorio ma, se mai, la questione va focalizzata su coloro i quali la caccia non la vogliono a prescindere” dichiara il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza.

“Un atteggiamento che da troppo tempo viola quelli che sono diritti sacrosanti dei cacciatori, diritti sanciti anche da esiti referendari. Una continua violazione perpetrata in nome della salvaguardia della natura e del suo equilibrio. Ma di quale equilibrio si parla? Forse non tutti sanno che, e tra questi c’è chi ignora e chi è consapevole, gli interventi di prevenzione sul territorio sono realizzati proprio grazie ai soldi dei tanto vituperati cacciatori. Il lupo per esempio, specie protetta quindi non cacciabile, oggi se possiamo parlare al presente di questo animale lo dobbiamo agli interventi di una categoria che ne tutela l’esistenza a vantaggio della coesistenza ed equilibrio tra l’uomo e la fauna, pagando di tasca propria i danni agli allevamenti”.

“Una collaborazione continua dell’universo venatorio per la tutela di una natura che non è soltanto appannaggio di associazioni ambientaliste che utilizzano la bandiera delle “buone cause” per per calpestare soltanto i diritti altrui. A questo punto mi verrebbe da dare un consiglio ai cacciatori ovvero cessare ogni genere di collaborazione e affidare ai nuovi paladini, agli “ambientalisti di città” tutte quelle mansioni, che ad oggi, sono esercitate proprio dai cacciatori. Un’opera che comprende interventi di pulizia dei boschi, costituzione delle squadre antincendio, contenimento del numero degli ungulati o della difesa delle colture”.

“Senza cacciatori non ci sarebbe difesa attiva dell’ambiente ma forse nei salotti verdi, questo è ciò a cui probabilmente si mira.Paese davvero strano il nostro, viviamo in una democrazia alla rovescia dove i diritti sono carta straccia a favore di minoranze che esercitano attraverso la disinformazione e la diffamazione il loro potere”.

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