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Tomaso, nuova data per l’Appello. La mamma: “No a commenti irrispettosi verso l’India”

India. “Prima di scrivere ho voluto riflettere, le reazioni a caldo sono sempre quelle più sbagliate. Siamo in una fase delicata, ogni mossa azzardata potrebbe arrecare danno a Tomaso ed Elisabetta”: mamma Marina si fa viva in punta di piedi, per commentare il rinvio dell’udienza in Corte Suprema che avrebbe dovuto giudicare il caso del figlio Tomaso e dell’amica torinese, condannati in primo e secondo grado all’ergastolo per la morte del compagno di viaggio Francesco Montis, e rinchiusi da tre anni e mezzo nel carcere di Varanasi.

Genitori e amici riponevano molte speranze in quell’udienza che, come accaduto nel corso di tutto l’iter giudiziario che vede coinvolti i loro cari, è stata rimandata. “Il rinvio mi ha profondamente amareggiato, è l’ennesimo di una lunga serie – scrive la mamma del ragazzo ingauno su Facebook – Però proprio per questo bisogna accettarlo e soprattutto evitare commenti irrispettosi nei confronti dell’India e delle sue Istituzioni, la diffusione di notizie che non hanno conferma da parte del nostro Avvocato, dell’Ambasciata Italiana a New Delhi e della Farnesina. Solo così aiuteremo Tomaso ed Elisabetta a riacquistare la libertà e a tornare finalmente a casa”.

Marina Maurizio è ancora a Varanasi per stare vicino al figlio. In India sono presenti anche il papà di Tomaso, Luigi Euro Bruno, e il padre di Elisabetta, Romano Boncompagni, che erano all’udienza (poi rimandata) a New Delhi. L’avvocato dei due ragazzi, davanti all’assenza del pm in aula (fatto che ha portato al rinvio) ha chiesto ai giudici che il nuovo dibattimento si tenesse quanto prima. La data che compare sul sito della Corte Suprema è il prossimo 27 settembre.

“In effetti se si consulta il sito il caso sembrerebbe rinviato al 27 settembre. Però, come in tutte le cose, non basta leggere una data per capire cosa realmente significhi. il 27 settembre è una data fittizia, la cancelleria del Tribunale dovrà aggiornare il caso, fissare una nuova data e redigere un ordine numerico per mettere in discussione nuovamente il caso” precisa la signora Marina.

Commenti

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  1. Scritto da notorious

    @ingauno lock: Cos’e’ che non tollerano in India? E cosa sono andati a fare per non meritare tolleranza? Blablabla.

    @pensierobigotto: fosse che l’arma del delitto e’ il chiodo che ha piantato nel naso??!
    Sicuramente una cravatta in seta o una leccata ecclesiastica avrebbe agevolato il tutto ma, giusto per venire nel tuo carugio demagogo, tutto il mondo e’ paese.

  2. IronMan
    Scritto da IronMan

    Tutte le volte che ritorna il caso di Tomaso ed Elisabetta si tenta di fare un parallelismo con i due marò italiani . . . i due marò debbono essere giudicati in Italia, essendo “il fatto” avvenuto su di una nave battente bandiera italiana, in acque internazionali, da due militari italiani in missione di sorveglianza armata (un po’ come la magistratura di Nuova Delhi che chiede di processare in India i suoi militari accusati di stupro, vi ricordate mesi fa.. ?) . . . ricordo che Tommaso ed Elisabetta sono stati giudicati colpevoli in due gradi di giudizio da un tribunale indiano, avendo commesso il reato sul territorio indiano . . .quindi in questo caso trattasi di carcerazione dopo regolare processo . . . ricordo che le leggi sull’uso di sostanze stupefacenti in India come all’ Estero son ben diverse dalle nostre (permissive e lassiste) qui in Italia . . . ad esempio, in altri paesi come la Thailandia o l’Indonesia, si arriva sino alla pena di morte per lo spaccio di droga . . . quindi, prima di andare a fare “i fenomeni” in giro per il mondo, bisognerebbe informarsi (e magari cercare di NON drogarsi mai, che è sempre bene. . .)

  3. Scritto da ingauno doc

    il problema non è l’abito che fa il monaco o meno… ma quello che è andato a fare in india, la non è l’italia certe cose non le tollerano… giusto o sbagliato che sia…

  4. Scritto da mrscultz

    Cara sig.ra Marina, capisco il suo dolore e la preoccupazione per la sorte di suo figlio, ma ricordi che purtroppo Tomaso ed Elisabetta non sono gli unici due detenuti Italiani in India e che le imprecazioni verso quel Paese, che a volte riesce difficile definirlo, non scaturiscono solo dal suo caso ma anche da altre situazioni che avrebbero egual diritto di meritare la parola FINE.

  5. Scritto da Roy

    Eh gia’, e’ appurato e certo che quelli “casa, chiesa e famiglia” sono i migliori, soprattutto quelli che vanno in chiesa!!
    Ma per favore!!