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Savona, prodotte memorie difensive: rinviata l’udienza preliminare per Leonardo Paradiso foto

Savona. Il caso di Leonardo Paradiso (accusato di aver cercato di “nascondere” presunti proventi di attività illecite), ieri mattina è approdata in udienza preliminare con un rinvio. I difensori dell’indagato, noto con il nome “Provolino” ed ex ristoratore della Darsena arrestato nell’ottobre dell’anno scorso per traffico di droga e poi condannato a cinque anni e otto mesi del gup di Milano con rito abbreviato, hanno infatti prodotto una serie di memorie difensive e documenti. Per poter esaminare le carte il giudice Filippo Pisaturo ha quindi rinviato il procedimento al prossimo 28 ottobre.

La documentazione prodotta dai legali di Paradiso, gli avvocati Marco Feno di Torino e Francesca Rosso di Savona, è in parte la stessa già presentata al Tribunale del Riesame per dimostrare la provenienza lecita dei beni sequestrati all’indagato (150 mila euro dai conti di Paradiso, appartamenti a Quiliano, Savona e Prato Nevoso, un magazzino, la cascina con terreno a Plodio, due auto e una moto. Beni che, secondo l’accusa sono stati acquistati grazie ad attività illecite, una tesi contestata dai difensori di Paradiso.

L’arresto di Paradiso era scattato nell’ottobre dello scorso anno nell’ambito di un’indagine anti droga da parte dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Savona e gli investigatori della Direzione investigativa Antimafia, che da mesi tenevano d’occhio l’ex esercente. “Provolino”, nella ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato il “mandante” di ingenti acquisti di cocaina sulla piazza di Milano, e si sarebbe avvalso come corriere di Fulvio Saettone, bloccato nel settembre del 2012 all’autogrill dei Piani d’Invrea con un chilo di cocaina.

Seguire le vicende giudiziarie del patrimonio di Paradiso tra sequestri, confische, sentenze e dissequestri non è facile. Allo stato infatti esiste una confisca proposta dalla Dia e concessa dal tribunale di Savona il 21 marzo scorso. Contro questa decisione i legali dell’ex esercente hanno presentato ricorso, pendente alla Corte d’appello di Genova. Gli stessi beni – sequestrati dal gip di Savona Fiorenza Giorgi ad agosto 2012, restituiti a settembre 2012 dal Riesame di Savona, di nuovo sequestrati il 12 ottobre in contemporanea con l’arresto dell’uomo da parte della Guardia di Finanza, sono stati parzialmente dissequestrati dal gup di Milano con la sentenza di giugno.

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