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Savona, presidio sindacale davanti al tribunale: “Con la riforma giudiziaria si rischia il caos”

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Savona. “Serve una riorganizzazione che migliori il servizio della giustizia e valorizzi il personale”. Lo sottolineano a gran voce le categorie della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil che per giovedì prossimo, 19 settembre, hanno organizzato una assemblea con presidio di fronte al palazzo di giustizia di Savona, alle ore 10. Verrà effettuato anche volantinaggio.

“Una mobilitazione avviata per una riforma della giustizia che non penalizzi i servizi ma piuttosto che tenda a modernizzare il sistema giudiziario, partendo dall’informatizzazione e definizione di nuovi compiti e funzioni, ma anche che valorizzi il personale e tenga conto delle gravi carenze di organico” spiega il segretario generale Cisl Fp, Domenico Mafera.

“La riforma della geografia giudiziaria rischia, già da domani, di gettare la giustizia nel caos organizzativo. E la chiusura dei tribunali e delle sezioni avrà gravi ripercussioni negative non solo sui lavoratori ma anche sulla nostra comunità. Una spoliazione del territorio, diretta conseguenza della logica dei tagli lineari eseguiti sui servizi fondamentali della collettività senza alcuna attenzione ai bisogni delle persone e delle imprese” affermano Cgil, Cisl e Uil.

“Bisogna mettere mano a una riorganizzazione vera, in grado di generare efficienza e conseguenti benefici per l’economia. I risparmi che derivano dalla chiusura di una sede importante sono fittizi, sono un’operazione di puro e semplice ridimensionamento che allontana lo Stato dal nostro territorio, dai cittadini e dalle imprese. Una riforma che si possa definire tale dovrebbe permettere di modernizzare le procedure grazie alla digitalizzazione, di istituire programmi efficaci per il controllo di gestione, e di riorganizzare gli uffici mettendo al centro il servizio e valorizzando soprattutto le professionalità interne: occorre rinforzare organici carenti, individuare nuove funzioni da affidare al personale non togato e velocizzare i tempi” concludono.

Commenti

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  1. IronMan
    Scritto da IronMan

    Riforma della Giustizia (a tutti i livelli) e una razionalizzazione dei costi della Giustizia stessa (senza tagli “ad minchiam” come per il Trib. di Albenga o quello di Chiavari)

  2. marty74
    Scritto da marty74

    Ottima analisi @nervoso ma non sono d’accordo su un punto, Silvio Berlusconi ha tentato di mettere mano alla riforma del sistema giudiziario, attuata dal Ministro Leghista Castelli. Ottima e coraggiosa riforma. E sappiamo tutti com’è andata a finire.

  3. nervoso
    Scritto da nervoso

    Buon giorno, chiudere i tribunali e accorparli senza una precisa organizzazione sia tecnica che di ubicazione SOLO per fare cassa come al solito non fa altro che allungare ulteriormente i tempi di soluzione delle cause gia’ per altro oggi lunghissime con continui rinvii e cambi di giudici.(mi riferisco in questo caso a quelle civili) L’Italia, ha il peggiore sistema giudiziario d’Europa e nel mondo ce la giochiamo con molti stati africani considerati del terzo mondo!!!.
    In tanti e tanti anni di governi che si sono succeduti NESSUNO ha voluto mettere mano a riforme serie in maniera da dare veramente giustizia accorciando notevolmente i tempi di durata delle cause. Cio’ non fa altro che “aiutare” i furbetti, chiamiamoli cosi’ che su questa situazione ingessata continuano ad approffittarne continuando a delinquere…ricordando la famosa frase…e mi faccia causa!! tanto sanno gia’ che prima di addivenire ad una sentenza passeranno decenni.
    Ma se proprio non si riesce a costruire un sisteme giudiziario decente, copiamone uno che funziona no?? basta guardarsi intorno come Francia, Germania…ehh no troppo facile, bisogna continuare ad alimentare il sistema per cui piu’ una causa dura, ovvio che piu’ costa e chissa’ quali altri interessi corporativistici ci sono dietro.
    Sinceramente ormai la rassegnazione e l’impotenza hanno preso il sopravvento…ai posteri l’ardua sentenza.

  4. marty74
    Scritto da marty74

    no, giudici e pm dovrebbero lavorare di più e fare meno ferie, come tutti gli altri lavoratori dipendenti