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Fondo sanitario, ministro Lorenzin a Genova: “Meno sprechi e più efficienza dei servizi”

Liguria, regione anziana e “malaticcia”: il 2013 sarà, per la nostra sanità, l’anno dell’assestamento economico; poi nel 2014, se le risorse rimarranno le stesse, “ci dedicheremo di più alla qualificazione dei percorsi assistenziali”.

beatrice lorenzin

In attesa di sapere da Roma il riparto dei fondi nazionali al momento ignoto, l’assessore alla salute della Regione, Caludio Montaldo, traccia le linee del futuro prossimo, in occasione della visita genovese del ministro Beatrice Lorenzin. “Dalle sue recenti dichiarazioni – ha commentato Montaldo – sembra esserci un apprezzamento verso la Liguria, considerata regione media”. Non più “canaglia”, la Liguria, uscita dalla black list, aspetta il giusto compenso in ragione della sua particolarità: l’alto tasso di anziani residenti nel suo territorio e fruitori del sistema sanitario. “Ne siamo usciti, ora mi auguro che arrivi la conferma per il taglio dei ticket di 2 miliardi nel 2014. Come Regione ci siamo battuti per una cosa, l’aumento del ticket, francamente insopportabile”.

Il 2013 dunque ancora dedicato all’assestamento economico, poi nel 2014 “la qualificazione dei percorsi assistenziali, augurandoci di aver le stesse risorse di quest’anno e un taglio di soli 30 milioni di euro. In questo modo potremmo dedicarci a riorganizzare le risorse, eliminando inefficienze e spostando l’asse sul territorio”.

Il ministro Lorenzin, arrivato poco dopo mezzogiorno, ha iniziato così la sua giornata genovese. Prima tappa Ist- San Martino: “Abbiamo pensato di usare il poco tempo per farle conoscere una delle realtà più significative, il reparto senologico. La senologia funziona come dovrà essere per tutte le altre patologie oncologiche – ha sottolineato l’assessore – il prossimo mese si dovrà uguagliare quanto si sta facendo in questo reparto”. Al ministro sarà anche illustrato, naturalmente, “il valore dell’unificazione” tra istituto oncologico e un ospedale universitario, una scelta targata Montaldo che ha suscitato più di un’eco polemica. “E’ una realtà unica in Italia, dobbiamo farglielo capire”. Anche e soprattutto per le risorse destinate alla ricerca, ha spiegato l’assessore.

San Martino e Gaslini (terza tappa dopo l’incontro con i precari in Regione), due Irccs, due realtà importanti. “Ospedali ma anche ricerca”, ha sottolineato il governatore Burlando che ha poi riportato l’accento sulla ripartizione dei fondi. “Siamo a settembre e non sappiamo ancora quante risorse avremo, del resto è un anno particolare, il governo si è insediato ad aprile, mi auguro che il riparto sia fatto a breve, tenendo conto della popolazione ligure e della particolarità nostra regione”.

Una risposta è arrivata a stretto giro dal ministro: “Nel nuovo piano regolatore della sanità entreranno nuovi fondi, e cambieranno le procedure per la ripartizione in ottica di riduzione degli sprechi e di aumento dell’efficienza dei servizi”, ha detto Lorenzin. La Liguria del resto non è l’unica a chiedere più fondi: “Ci sono regioni che hanno più alto l’indice di natalità e regioni che hanno una popolazione molta anziana, ci vuole buon senso e non solo statistiche”, ha replicato.

Dopo la visita all’Ist San Martino “una struttura di pregio che deve continuare a lavorare bene” l’ha definita il ministro, sarà la volta dei precari, in un incontro in regione. E’ stato Burlando a commentare: “quelli della sanità in senso stretto sono pochissimi, oltre 1000 sono stati stabilizzati, per i restanti sono già stati avviati percorsi di stabilizzazione”. Più complesso invece il discorso per i precari della ricerca. “Non appena avremo indicazioni positive da Roma faremo lo stesso percorso”, ha assicurato Burlando.

Vago infine l’accenno all’ospedale del Ponente, ancora in bilico tra Erzelli e villa Bombrini. “Genova deve fare l’ospedale a ponente, illustreremo le linee al ministro, ma sono scelte più nostre che sue”, ha concluso Burlando.

Commenti

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  1. 123stella
    Scritto da 123stella

    Volete davvero “Meno sprechi e più efficienza dei servizi”?
    Allora incominciate a dimezzare certi stipendi faraonici ai GENERALI della Sanità (Assessori regionali vari e Direttori Generali ASL compresi) e distribuite meglio le risorse così risparmiate (e già ci potrà essere un bel salto qualitativo).
    Se poi riusciamo anche a trovare le risposte per le quali l’Ente pubblico paga spesso di + del privato gli stessi “beni materiali” e gli stessi “servizi” allora sarà stata raggiunta la quadratura del cerchio.