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Diminuiscono le imprese femminili nel savonese

Savona. Alla fine del secondo trimestre di quest’anno, le imprese femminili iscritte al Registro delle imprese della Camera di Commercio di Savona erano 8.275, pari al 26,4% del totale delle imprese. Il saldo rispetto al 30 giugno 2012 è stato negativo (-85 imprese, con una flessione dell’1,0%). In tutta la Liguria (40.520 imprese rosa su un totale di 165.572), nello stesso periodo, il calo è stato di 300 imprese femminili, con una diminuzione pari allo 0,73%. Da rilevare che a livello complessivo le imprese in Liguria hanno registrato, tra un anno e l’altro, un saldo negativo limitato allo 0,20%.

A livello nazionale le imprese femminili sono 1.429.880, il 23,6% del totale delle imprese. Quasi il 12% di esse (per complessive 171.414 unità) ha al comando giovani di meno di 35 anni. Oltre al cospicuo saldo positivo (pari a quasi 5 mila unità in più), l’Osservatorio di Unioncamere fa emergere anche la tendenza al rafforzamento strutturale dell’imprenditoria femminile. Il bilancio dei dodici mesi esaminati registra un forte incremento delle società di capitali “rosa”: +9.027 unità, con una crescita del 4,21%. Sensibile anche l’aumento delle cooperative guidate da donne: 923 imprese in più, pari al + 3,13%.

Nella stragrande maggioranza, tuttavia, le imprese femminili (fenomeno che possiamo considerare ancora relativamente recente, visto che l’86% di esse è stata costituita dopo il 1990), restano di piccola dimensione: quasi il 69% ha meno di 1 addetto (a fronte del 67% della media nazionale).

Il settore terziario continua ad attrarre fortemente l’universo femminile: 3.573 le unità in più nei servizi di alloggio e di ristorazione, 1.107 in più quelle legate al noleggio e agenzie di viaggio. Significativi i numeri anche di chi continua a scegliere il mondo dei servizi alla persona (+1.288), ma anche quelli di attività che, fino a pochi anni fa erano “territorio maschile”: +1.337 le imprese femminili nelle attività finanziarie, assicurative e immobiliari, +1.055 il saldo delle costruzioni.

La regione più rosa si conferma anche nel II trimestre 2013 il Molise (dove quasi il 30% del tessuto produttivo è femminile), seguita da Abruzzo (27,8%) e Basilicata (27,7%). A livello provinciale emerge il primato di Benevento (in cui 32,3% delle imprese ha una donna al comando), seguita Avellino (32,2%), da Frosinone (30,8%) e da Isernia (poco più del 30%). Particolarmente proficuo in termini di diffusione di imprese femminili è stato l’anno intercorso tra giugno 2013 e giugno 2012 per Prato (dove la variazione percentuale è stata del +2,62%), Siracusa (+2,40%), Pescara (+2,28%) e Novara (+2,22%).

Otto imprese guidate da donne su 100 si devono all’iniziativa di cittadine straniere. Sono infatti 114.963 le unità produttive gestite da imprenditrici di altra nazionalità, 82mila delle quali (pari al 5,76% del totale delle imprese femminili in Italia) hanno al vertice una cittadina extracomunitaria.

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