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Cabur licenzia 33 lavoratori: sciopero di 8 ore e appello alle istituzioni locali

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Altare. La Direzione Cabur nella giornata odierna ha inviato la lettera ufficiale di apertura della procedura per il licenziamento di 33 lavoratori. L’azienda, si legge nella lettera, non è intenzionata a ragionare su nessun strumento diverso dalla mobilità, e quindi dal licenziamento di 33 persone.

“Non è accettabile che un’impresa che negli ultimi 60 anni ha guadagnato milioni di euro grazie alla professionalità, l’intelligenza e l’esperienza dei propri lavoratori, oggi decida di licenziare un terzo del personale – si legge in una nota della Cgil Savona – La Cabur sostiene che uno dei problemi da superare è quello del costo del personale, nel frattempo però in azienda vi sono diversi consulenti esterni che costano senza dubbio molto di più dei dipendenti diretti di Cabur e che addirittura svolgono attività che potrebbero svolgere i dipendenti Cabur”.

“Non abbiamo certezze sugli investimenti, non abbiamo certezze sulla continuità produttiva ad Altare, non abbiamo quindi nessuna prospettiva futura – si legge ancora nel comunicato – L’azienda addirittura in questi giorni continua ad inviare materiale da assemblare in aziende diverse da Cabur (Tunisia e Romania), attività che potrebbero essere fatte da lavoratori e lavoratrici di Altare. La responsabilità della situazione economico – finanziaria e relativa ai carichi di lavoro di oggi è soltanto dell’impresa e della proprietà che in questi anni non ha investito abbastanza per permettere lo sviluppo dell’impresa e quindi la tenuta occupazionale”.

I lavoratori per la giornata di domani hanno proclamato 8 ore di sciopero con presidio davanti ai cancelli dell’impresa e rivendicano con forza la possibilità di avere un futuro all’interno della Cabur, futuro che, a loro parere, è messo in discussione da un gruppo dirigente definito “miope sulle strategie industriali ma molto attento ai tagli del personale”.

“Non è accettabile che il piano industriale di un’impresa sia solamente focalizzato sul risparmio del costo del personale (circa 1,5 ml anno) e poco anzi pochissimo sugli investimenti – dicono ancora i sindacati – Inoltre a fronte dell’intervento del Pubblico (che ha finanziato l’operazione di trasferimento dell’impresa da Albissola ad Altare nel 2006) la proprietà si deve impegnare ad investire per la sopravvivenza dell’impresa stessa, garantire un reddito minimo per la sopravvivenza dei lavoratori che saranno sospesi dal lavoro e più in generale dare un’opportunità di lavoro a tutti i lavoratori oggi presenti in azienda. Già nel corso del 2012 l’Azienda non ha confermato i contratti a tempo determinato e non ha effettuato il turn-over del personale fuoriuscito, diminuendo già lo scorso anno di circa il 10% gli occupati”.

“Auspichiamo in un pronto intervento delle istituzioni locali, finalizzato alla convocazione dell’impresa e delle organizzazioni sindacali (come da nostra richiesta inviata nella giornata di ieri) con l’obbiettivo di iniziare un ragionamento che scongiuri i licenziamenti e che apra una stagione di discussione legata alle prospettive future dell’impresa” conclude la Cgil Savona.

Commenti

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  1. jchnusa
    Scritto da jchnusa

    @rapalino ti sei dato la risposta da solo tu vai avanti perché ti sei sempre dato da fare infatti dici ” Io il lavoro l’ho sempre trovato finora probabilmente perchè lavoro e ci dò dentro ma mi stà proprio passando la voglia………………..” vedi se ognuno lavora pensando che in primis deve guadagnare l’azienda vedrai che le cose funzionano meglio, fidati io avevo un azienda con 10 dipendenti senza dirigenti nel 97 ho dovuto lasciare tuti a casa perché per prima cosa le commesse non venivano pagate nei tempi prestabiliti e poi molti lavoratori cercavano di metterla ne fondo schiena ai loro colleghi e al sottoscritto , risultato io continuo a lavorare comunque i migliori lavorano in proprio gli altri sono mantenuti dalla collettività.

  2. Scritto da rapalino

    @ pensierolibero

    Guarda che è lo stato che deve accorgersi e non concedere la cassa…………….che cavolo c’entrano i sindacati. E’ lo stato che deve controllare i patrimoni mica tu o io…………evidentemente vuoi le amicizie, vuoi le correnti politiche gli industriali hanno fatto quello che hanno voluto anche perchè noi pecoroni abbiamo sempre votato i politici sbagliati

  3. Scritto da rapalino

    @ jchnusa
    @ aVV44
    certo per voi è giusto che ci sia il parassita dirigente e ne conosco (qualcuno anche ultrasettantenne) che guadagna stipendi da favola (per me 10.000 Euro lo sono) mentre il dipendente che si fà il culo per arrivare a fine mese ne prende solo 1.000 .
    Dove ho lavorato e dove lavoro ci sono sti parassiti che mentre ti mettono in cassa loro guadagnano………. le ditte che ho dovuto abbandonare sono state chiuse a causa di questi bravi ed efficienti manager. Io il lavoro l’ho sempre trovato finora probabilmente perchè lavoro e ci dò dentro ma mi stà proprio passando la voglia………………..
    Ah i sindacati……………beh ci ho avuto a che fare e purtroppo sono dei venditori della pelle degli altri.

  4. Scritto da pensierolibero

    I sindacati,perchè non si sono accorti che negli anni la Fiat aveva megliaia di dipendenti in cassa integrazione pagati da noi .Mentre gli agnelli giravano con autista,barca a vela,tesoretto in Svizzera .
    Se l’azienda va male e lo Stato(cioè noi) dobbiamo pagarli mentre stanno a casa ,i propietari dell’azienda non possono farsi il tesoretto e non solo.

  5. Carlo M.
    Scritto da Carlo M.

    Seppo non sei aggiornato …per 1 euro dato al lavoratore l’azienda ne sborsa altri 1,5 di tasse e costi vari.
    Chiedetelo ai sindacati loro lo sanno benissimo avendo creato una burocrazia paurosa e ora dopo che hanno capito i danni che hanno fatto ..se la fanno addosso.
    Il tutto ovviamente se sei dipendente (garanzie assurde! se hai la mamma che ha la diarrea stai a casa e paga l’azienda, se il figlio non si trova bene all’asilo stai a casa e paga l’azienda, se ti dicono una parolaccia sul lavoro li denunci stai a casa e ti reintegrano, ecc ecc) se no se non sei della casta dei dipendenti un calcio in c… e via.