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Zone agricole, Melgrati lancia l’allarme: “Potrebbe essere un problema cento volte peggiore del caso sottotetti di Villanova”

Regione. “Perché la Regione ha approvato, dal 1968 ad oggi, Piani Urbanistici con indici doppi o tripli di quelli del decreto ministeriale? Sono allibito”. La questione, sollevata da Marco Melgrati, presidente del gruppo Pdl in Regione, minaccia di aprire un nuovo “caso Villanova”. Anzi, le conseguenze di quanto viene ribadito dalla sua interrogazione urgente potrebbero essere di entità molto più elevata.

melgrati

“Lo scorso 8 agosto – afferma Melgrati – il Dipartimento Pianificazione Territoriale e Urbanistica della Regione Liguria ha emesso una lettera ‘minacciosa’ che richiama la ‘legittimità dei titoli da rilasciare in attuazione della vigente disciplina urbanistica edilizia delle zone agricole’. In questa circolare il direttore generale del Dipartimento invita tutti i Comuni alla necessità di verificare la corrispondenza o meno degli attuali indici di edificabilità fondiaria previsti dal proprio strumento urbanistico per le zone omogenee di tipo E, rispetto al sopraccitato limite di densità edilizia massima per le abitazioni”.

“Laddove in esito alla suddetta verifica il Comune accertasse il superamento del sopraccitato limite inderogabile – sottolinea Melgrati – si segnala fin d’ora la necessità di provvedere, prima possibile, all’adozione di apposita variante di adeguamento del proprio strumento urbanistico per ricondurre gli indici di edificabilità al rispetto del suddetto limite di densità edilizia massima o, in alternativa, per ridisciplinare tali zone se del caso riclassificandole sulla base dell’attuale vocazione ed assetto del relativo territorio nel rispetto oltrechè dei limiti inderogabili previsti nel decreto ministeriale del 2 aprile 1968, numero 1444, comunque delle indicazioni del vigente P.T.C.P., sub assetto insediativo del Livello locale aventi efficacia vincolante”.

“Viene da chiedersi – si domanda Melgrati – come la Regione Liguria abbia esercitato, in relazione agli indici in zona agricola, in tutti questi anni, la potestà di controllo sugli Strumenti Urbanistici Comunali dall’emanazione del decreto ministeriale del ‘68 fino ad oggi. Infatti nella migliore delle situazioni l’indice dei nuovi PUC o degli ultimi PRG approvati dalla Regione porta un indice agricolo di 0,02 metro quadrato su metro quadrato, il doppio rispetto allo 0,03 metri cubi su metro quadro, che tradotto in metro quadro su metro quadro corrisponde a 0,01. Per esempio il Comune di Alassio nel PUC approvato nel 2001 ha indice agricolo 0,02 mq/mq, doppio rispetto a quello del Decreto ministeriale del ’68”.

“Addirittura il Comune di Albenga, nel PRG adottato nel 1978 (dieci anni dopo) aveva indice agricolo 0,10 mc/mq, più del triplo rispetto a quello del decreto ministeriale, e nella variante del PRG del 2002 scendeva a 0,2 mq/mq, comunque doppio rispetto all’indice di densità massima previsto” rimarca il capogruppo del Pdl.

“Chiedo inoltre, nell’interrogazione – spiega -, se è invece legittimo l’indice dello 0,02 mq/mq previsto in alcuni Piani Urbanistici che introducono il limite massimo di edificabilità di zona, negli Ambiti Agricoli di PUC, che porta la densità comunque a limiti inferiori, nel computo generale, di quelli previsti dal decreto ministeriale del ’68”.

“Chiedo poi – aggiunge ancora – di verificare la legittimità della richiesta della Regione di aggiornare i Piani Urbanistici per eventualmente diminuire gli indici in zona agricola superiori al 0,03 previsto dal decreto ministeriale del 1968. L’interrogazione verte anche sulla procedibilità di varianti per i Comuni in difetto (presumo tutti), in assenza della verifica di adeguatezza dei Piani Urbanistici Comunali già scaduti, e il rapporto con la necessità di assoggettamento alla VAS”.

Inoltre, il consigliere regionale fa notare come “questa lettera ha scatenato ancora una volta confusione e incertezza negli addetti ai lavori, soprattutto nei funzionari comunali che hanno la responsabilità di dover rilasciare titoli edilizi”.

Marco Melgrati conclude con una riflessione: “I cittadini che hanno avuto titoli rilasciati in questi anni in zona agricola con indici superiori allo 0,01 mq/mq, viste le indagini della Procura della Repubblica a Verzi di Loano, Villanova d’Albenga, Dolcedo ed altri, possono dormire sonni tranquilli? E che valore giuridico ha questa lettera della Regione? E i progetti in itinere?”.

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