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Regione, legge elettorale stoppata: la minoranza abbandona l’aula

Liguria. Il Consiglio regionale ha respinto la proposta di legge 242 “Norme per l’elezione del Consiglio regionale Assemblea Legislativa della Liguria e per l’elezione diretta del Presidente della Giunta regionale” presentata da Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria viva).

Consiglio regionale

Per ottenere il via libera la proposta di legge di riforma elettorale richiedeva la maggioranza qualificata dei 2/3 mentre il provvedimento ha ottenuto 20 voti a favore (maggioranza di centro sinistra) e 2 astenuti (Matteo Rossi di Sel e Alessandro Benzi di Federazione della sinistra), i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’aula prima dell’avvio delle votazioni.

Alla ripresa del dibattito il consigliere Luigi Morgillo (Pdl) ha preannunciato l’abbandono dei banchi da parte della minoranza che si è poi seduta nello spazio riservato al pubblico: “Durante la pausa abbiamo fatto delle considerazioni. La discussione di questa mattina non è stata inutile e ha fornito spunti molto interessanti, Riteniamo possa rappresentare una base di partenza per arrivare in futuro al varo di una buona legge. Abbiamo il tempo necessario per farlo. Questa mattina è stata fatta chiarezza su alcuni fatti: primo fra tutti sul fatto che nessuno più vuole il listino. Gli emendamenti presentati anche dalla maggioranza, ci sembrano quasi tutti apprezzabili e meritevoli di un approfondimento. Insomma, si può costituire, insieme, la base, l’impianto per una buona legge. Ma non nel modo in cui si sta procedendo. Nei tempi e nei modi dovuti, con i necessari approfondimenti. Il tempo, come ho già detto questa mattina, non ci manca. Oltretutto noi crediamo che la Corte costituzionale accoglierà i rilievi della Cassazione sulla legge elettorale nazionale e da questo risulterebbe illegittima, per analogia, la norma che prevede l’assegnazione del 60 per cento dei seggi alla colazione che vince in ambito regionale. Per questa ragione riteniamo opportuno non partecipare alla votazione, con grande pacatezza”.

La minoranza ha ritirato gli emendamenti, con una eventuale ripresentazione in commissione.

Prima del voto sono intervenuto alcuni consiglieri. Ezio Chiesa (Gruppo misto-Liguria viva): “Mi ritengo soddisfatto di come è andata la discussione della mattina e del pomeriggio. Ritengo che l’iniziativa abbia messo al centro il bisogno di approvare una nuova legge elettorale prima della fine della legislatura. Mi spiace che la minoranza abbia abbandonato l’aula perché oggi c’erano le condizioni per arrivare ad una legge elettorale condivisa. Alcune dichiarazioni della minoranza, infatti, condividevano parte della legge. Da parte mia fino alla fine della legislatura metterò al centro la questione di una nuova legge elettorale. Con il voto di oggi – ha concluso – non si chiude una parentesi che non si riaprirà più e io metterò sempre in risalto quelli che vogliono portare avanti le iniziative e quelli che non lo vogliono fare perché da parte di alcuni c’è stata ancora melina. Per questo sul mio sito pubblicherò i verbali delle sedute di commissioni su questo argomento”.

Antonino Miceli (Pd) “voto a favore di questa legge e oggi la discussione è stata all’altezza del tema, a differenza della volta scorsa. Ora si può partire con la discussione con qualche caposaldo in più: il superamento del listino, la rappresentanza di genere, il numero di eletti per ciascuna circoscrizione deve essere correlato al numero degli eleggendi e all’interno della maggioranza viene assicurata la differente rappresentatività politica”.

Maruska Piredda (Lista di Pietro-Italia dei valori): “Voterò a favore e con piacere per l’approvazione dei miei emendamenti sulla rappresentanza di genere e sull’alternanza di genere nelle liste elettorali. Mi rammarica che oggi non si raggiungerà il numero di voti necessari per approvare la legge, ma la maggioranza non potrà fare passi indietro su questi e da parte mia comunico che non sarà possibile rimandare a tempi indefiniti la discussione sulla legge elettorale: entro ottobre e novembre l’argomento dovrà essere ripreso in commissione fino a che si trovi una sintesi perché la nuova legge elettorale dovrà avere la firma del Consiglio regionale”.

Alessandro Benzi (Federazione della sinistra): “Pur apprezzando alcuni aspetti positivi della proposta di Chiesa, come l’eliminazione del listino, non posso esprimermi a favore e mi asterrò. Questa proposta, infatti, non risolve le questioni della rappresentanza territoriale e non viene salvato il riequilibrio in senso proporzionalista della coalizione vincente, che dia rappresentanza alle liste minori. Anzi, con l’applicazione di questa proposta si cancellerebbero la maggior parte delle liste di questa maggioranza. Credo che il dibattito debba coinvolgere le forze politiche e anche l’opposizione e auspico che il testo futuro sia approvato a larghi sisma maggioranza”.

“Avremmo potuto impiegare meglio il nostro tempo, magari producendo qualcosa di utile per la gente e il territorio”. Così Francesco Bruzzone, capogruppo della Lega Nord nel Consiglio regionale. “Con tutti i problemi che ci sono attualmente in Liguria, alcuni dei quali urgenti e improrogabili, con tutte le esigenze che la gente ha in questo difficile periodo, il Consiglio regionale ha deciso di tenere un lungo dibattito sulla legge elettorale, che ha sì prodotto una parziale condivisione sulla proposta di abolizione del listino – e di questo siamo soddisfatti – ma che, alla fine, non ha prodotto alcunché, rinviando l’argomento a data da destinarsi”.

“Pur esprimendo soddisfazione per la parziale condivisione sull’eliminazione del listino, e mantenendo alcuni dubbi di stampo costituzionale sulla legge e sul cosiddetto premio di maggioranza, ci potevamo risparmiare tutto ciò, e fare qualcosa di più concreto per la Liguria e per i liguri. La maggioranza avrebbe dovuto dimostrare un po’ più di responsabilità, data la consapevolezza, fin dall’inizio, che la legge non sarebbe passata. Avremmo così evitato la penosa sceneggiata cui abbiamo assistito oggi, dai banchi del pubblico” conclude Bruzzone.

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