Economia

Pontinvrea, il sindaco dice no alla Tares: nuova battaglia di Camiciottoli

Camiciottoli Pontinvrea

Pontinvrea. Il sindaco di Pontinvrea è pronto a sottoporre alla giunta ed al consiglio comunale la non applicazione della Tares nella quota spettante ai Comuni. Purtroppo, per quest’anno, non potrà esentare i suoi cittadini dal pagamento dei 30 cent a metro quadro spettante allo Stato.

Ai pontesini verrà quindi applicata la Tarsu senza alcun aggravio, anzi, dato che il Comune ha avviato la raccolta differenziata “porta a porta”, si prospetta, se i risultati saranno quelli preventivati, di adottare, nel momento in cui il servizio andrà a regime, una graduale diminuzione delle tariffe a partire dalle famiglie più disagiate che verrà in seguito estesa a tutti i cittadini.

“L’introduzione della Tares – ha detto il primo cittadino Camiciottoli – sommata alle altre imposizioni fiscali che gravano sui lavoratori, sui pensionati, sulle imprese e sui piccoli commercianti, è lesiva del tessuto economico del Paese e aggrava ancor di più una già precaria situazione delle famiglie. È l’ennesima dimostrazione di quanto ormai sia priva di risorse la politica che pensa di continuare a curare il cancro con l’aspirina invece di intervenire radicalmente con scelte importanti per il rilancio dell’economia, quella reale, non quella degli amici degli amici. Continuare a tassare i cittadini porterà solamente allo sfascio sociale e le conseguenze saranno devastanti”.

“Io ed il consiglio comunale ci rifiutiamo di prendere parte a questa macelleria sociale, e, come abbiamo fatto con l’Imu sulla prima casa, cercheremo di arginare il più possibile questa incapacità di una classe politica che ormai ha perso completamente il timone della nave Italia – prosegue Camiciottoli – Come si può non comprendere che se prima non si operano i tagli reali della spesa pubblica, non si pongono tetti alle retribuzioni, come ha già fatto la Svizzera, non si fa una seria lotta all’evasione fiscale, ma l’evasione vera, quella che sta mettendo in ginocchio il Paese, quella dei grandi capitali non tassati in Svizzera, quella vergognosa dei 98 miliardi di euro delle società delle slot machine, se non si spiega bene perché si danno 40 miliardi al MES per poi farceli prestare pagando gli interessi e poi non si trovano i soldi per la cassa integrazione in deroga, o non si trovano i 4 miliardi per togliere l’Imu sulla prima casa, o circa 2 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva, perché invece di incentivare la più grande risorsa del nostro Paese, il turismo, si permette all’Europa di mettere all’asta le nostre spiagge buttando in mezzo ad una strada 33mila famiglie italiane ed i loro dipendenti”.

“Noi in questi anni abbiamo fatto battaglie contro la privatizzazione dell’acqua, contro l’Imu, ora contro la Tares, e tutto quello che ne deriva, una tassa che va a colpire le fasce più deboli e produttive del Paese che invece andrebbero incentivate. Lo abbiamo fatto per migliorare la vita dei nostri concittadini, ma anche per lanciare un messaggio chiaro e pulito: non deve essere la politica che fa l’uomo, ma l’uomo che fa la politica e che una politica nuova, vera e volta agli interessi dei cittadini si può fare” conclude il sindaco di Pontinvrea.

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