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“Nemo 2”, Scajola si difende su Facebook: “Ecco il documento che mi scagiona, il resto è solo un tentativo di scoop”

Albenga/Imperia. Le difese, ormai, arrivano sempre più spesso online e tramite i social network, accessibili a chiunque e da qualunque posto del globo. E così, anche l’ex ministro Claudio Scajola, il cui nome è stato associato all’operazione “Nemo 2” sul traffico illecito di anfore romane, posta in Rete la sua personale arringa con tanto di documento che dimostrerebbe la sua estraneità ai fatti.

Ecco cosa si legge sul profilo Facebook dell’ex ministro: “Anfore e scoop estivi. Estratti dal Verbale di ispezione firmato da Gian Piero Martino, Direttore Archeologo in servizio presso la Sovrintendenza Archelogica della Liguria, in data 18 ottobre 2003, protocollato il 24 ottobre con n. 9981: ‘…a seguito di denuncia della Professoressa Maria Teresa Verda di possesso di un presunto reperto archeologico rinvenuto durante la demolizione di una baracca, il sottoscritto si è recato presso l’abitazione della stessa in Via Diano Calderina, n.151 ad Oneglia. Il reperto in oggetto è rappresentato da un’anfora di provenienza sottomarina in ottimo stato di conservazione. Si compila il presente verbale impegnando la Prof. Verda di custodire il reperto con ogni cura in attesa delle determinazioni della Soprintendenza’”.

Per la cronaca, la professoressa Verda è la moglie di Scajola. Di qui lo sfogo, a caratteri cubitali del ministro: “La verità è quella che in modo incrontrovertibile è dimostrata da questo documento, il resto non è che l’ennesimo, paradossale e infondato tentativo di scoop”.

Intanto il “papiro” in questione è all’esame degli inquirenti che contestano che quel vaso sarebbe uno di quelli trafugati dai relitti vicini all’Isola Gallinara (sarebbe stato proprio uno degli indagati a riferire che uno dei reperti prelevati in mare era stato conseganto a Scajola).

Da Imperia oggi arriva anche la presa di posizione del Pdl cittadino che, attraverso il suo coordinatore Antonello Ranise, è intervenuto in difesa dell’Ex Ministro: “La notizia della perquisizione avvenuta ieri nella villa e negli uffici dell’Onorevole Claudio Scajola è l’ennesimo atto di un attacco giudiziario nei suoi confronti. Sono assolutamente certo, e lo dico come amico da molti anni di Claudio Scajola e come Coordinatore Cittadino del Pdl di Imperia, che egli risulterà totalmente estraneo ai fatti che gli vengono addebitati”.

“Purtroppo il danno mediatico che in questi casi viene perpetrato, come ho già avuto modo di evidenziare in più occasioni, non è facilmente riparabile anche a fronte di una assoluzione o constatazione della totale estraneità. Ciò che mi amareggia di più come cittadino che ha sempre avuto il massimo rispetto e fiducia nelle istituzioni, rispetto e fiducia che rinnovo anche in questa occasione, è che ormai i processi si svolgono più sui giornali e nelle piazze che nelle aule di tribunale con un inevitabile imbarbarimento del clima politico” conclude Ranise.

Commenti

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  1. corsaronero
    Scritto da corsaronero

    però c’è da dire che sto scajola è una persona fortunata di trova anfore romane nei magazzini, appartamenti in zona colosseo a roma e ……. chissà quante altre cose che non sappiamo….

  2. fabryd
    Scritto da fabryd

    Ma mi sembra alquanto curioso che uno degli indagati abbia fatto il nome di Scajola e “casualmente” a casa di Scajola sia stata trovata un’anfora…
    Telepatia, coincidenza o semplicemente culo?
    O magari i trafugatori avevano nascosto l’anfora nella baracca di Scajola “asuainsaputa”…
    Ok per il documento ma chi garantisce che il ritrovamento dell’anfora sia avventuo secondo le modalità dichiarate al sovarintendente dei beni archeologici? magari è stato solo un escamotage per regolarizzarne il possesso…

  3. Scritto da proteus

    se faccio domanda e mia moglie non è professoressa mi consegnano anche a me un’anfora da custodire in attesa delle determinazioni della Sopraintendenza????