Cronaca

“Nemo 2”, alcuni reperti custoditi per qualche ora a Savona: “Sarebbe bello finissero al museo di Albenga”

Savona. Un’anfora, il gladio e lo scandaglio. Per qualche ora, questa mattina, questi preziosissimi reperti archeologici, tre di quelli recuperati grazie all’operazione “Nemo II”, sono rimasti custoditi dentro un’ufficio del palazzo di Giustizia di Savona. Una presenza insolita per chi accanto alla scrivania è abituato a vedere soprattutto faldoni pieni di fascicoli e documenti. A mostrare gli oggetti, senza nascondere un pizzico di emozione, è il giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi che ci tiene a sottolineare “l’encomiabile lavoro” svolto dai carabinieri e dalla polizia giudiziaria.

“In questo caso, oltre all’importanza dell’attività investigativa che ha portato ad arresti e denunce, è bene puntare l’attenzione sull’importante opera di recupero di un patrimonio di grande valore e che deve essere di tutti. Grazie al lavoro dei carabinieri questi reperti da oggi non saranno più di pochi” commenta il gip Giorgi che lancia anche un’idea sulla possibile destinazione finale delle anfore recuperate nell’operazione “Nemo II”: “Sarebbe bello allestire una sezione del museo di Albenga per ospitare questi oggetti”.

L’anfora, il gladio e lo scandaglio (strumento che veniva utilizzato per calcolare la profondità) sono solo alcuni degli oggetti recuperati dai carabinieri subacquei del Nucleo tutela patrimonio culturale di Genova in collaborazione con i colleghi alassini dopo le perquisizioni domiciliari di martedì scorso. Dalla abitazioni degli indagati sono saltati fuori molti reperti: si va dalle anfore romane Dressel I del I secolo avanti Cristo ad una collezione di ciotole e vasi di varie epoche e dimensioni. La prima tranche dell’indagine, scattata nell’estate 2012, aveva già portato all’arresto di un “corallaro” professionista e a sette denunce a cui ora se ne sono aggiunte altre undici: subacquei esperti, ma anche professionisti o manager pubblici come Beppe Enrico, dirigente del settore ecologia del Comune di Imperia.

Sul fronte delle indagini intanto gli accertamenti continuano: gli inquirenti stanno lavorando sul materiale sequestro e nei prossimi giorni poi inizieranno gli interrogatori dei “corallari”, ovvero i sub indagati che secondo la Procura avrebbero trafugato le anfore dal relitto di una nave romana oneraria affondata nello specchio acqueo antistante Albenga.

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