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Carige, preoccupazione della Cisl: “Le difficoltà del gruppo non devono ricadere sui lavoratori”

Liguria. La Cisl esprime forte preoccupazione per la situazione in cui versa il gruppo Carige, che ha portato alle dimissioni di otto consiglieri di amministrazione e del socio francese BPCE. “Il momento di difficoltà che attraversa il gruppo non deve tradursi in un impoverimento per il territorio e ricadere sulle spalle dei lavoratori” si legge in una nota.

“Il sindacato denuncia la scarsa attenzione delle istituzioni rispetto a posizione e prospettive dei circa 6 mila dipendenti del gruppo: il personale è un punto di forza per competenza e professionalità, con livelli di produttività tra i più alti del settore” afferma la Cisl.

“Consideriamo un grave errore aver ceduto la società di gestione del risparmio, negativa la cessione delle assicurazioni e la messa in discussione di oltre 300 posti di lavoro, specie dopo i recenti investimenti sulla produttività delle compagnie” aggiunge la nota.

“Quanto sta accadendo è incomprensibile e rischia di mettere a repentaglio un gruppo di aziende i cui fondamentali risultano oggi eccellenti. Il radicamento sul nostro territorio del Gruppo Carige da sempre garantisce ricchezza, lavoro, sviluppo con positive ricadute sull’economia: per la Cisl Genova e Liguria questi sono valori da preservare e da difendere” conclude la Cisl.

Commenti

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  1. pinco
    Scritto da pinco

    Quando avranno finitop ocn i talgi del personale il dissesto lo dovranno ripianare i cittadini come già accaduto recentemente?
    Lo scopo finale è ormai chiaro: far pagar eai cittadini i debiti delle banche. E’ un intento quasi dichiarato sia in crautiland che nelle stanze della SPECTRE eurocratica.
    Gli italiani non accetteranno condizioni in stile Cipro, stiano certi.
    E ci pensino bene i governanti prima di accettare misure di questo tipo per assecondare i poteri forti europei…
    Credo che suil piano morale gli ULTIMI soggetti da aiutare nella crisi siano le banche.
    Prima ci sono le famiglie, i pensionati al minimo, gli indigenti, i ceti medi futuri poveri, i disoccupati, gli esodati e altre categorie a cui stanno facendo pagare una crisi reale generata da fattori virtuali, finanziari e bancari, di lobby ad alto livello.

    Eì’stata fino a ora applicata la massima del: ” ..i soldi bisogna prenderli ai poveri: non hanno niente ma …sono tanti”..ma non è così scontato che possa funzionare in Italia.