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Cairo, “the end” per la Finintra Engineering. Pasa: “La proprietà paghi i suoi debiti con i lavoratori”

Cairo M. Oggi si celebra la definitiva chiusura e il licenziamento dei lavoratori della Finintra Engineering (ex Crosa) di Cairo Montenotte. Azienda che è stata presente sul territorio valbormidese, nel comune di Cairo Montenotte, da più di 50 anni e che nel tempo ha dato lavoro a centinaia di lavoratori.

A ricostruirne la storia p Andrea Pasa della Fiom Cgil Savona: “Nel 2003 la propiretà della Finintra Engineering, la famiglia Morelli di Vogogna (Verbania), acquisì la Società Crosa di Cairo Montenotte che nel frattempo era fallita. Con l’acquisizione della Crosa, la Proprietà della Finintra divenne proprietaria delle attività di Crosa e affittò dal Tribunale di Savona l’Officina sita a Cairo Montenotte. In questi anni, dal 2003 ad oggi, i manager della Finintra non hanno portato nessuna nuova attività, e hanno vissuto delle commesse arrivate dalla Crosa, in primis il contratto di manutenzione ordinaria e straordinaria presso l’impianto chimico della Iplom di Busalla, che portava circa l’80 % del fatturato della Finintra”.

“Alla fine del 2011 – continua Pasa – il cliente principale della Finintra, la Iplom di Busalla, decise di non prorogare il contratto di appalto alla società cairese. Nel gennaio del 2012, la Finintra Engineering, presso la sede dell’Unione Industriali di Savona, comunicò ufficialmente al sindacato la cessazione parziale dell’impresa, parziale perché cessava il settore dedicato ai cantieri con la decisione di Iplom, e sottoscrivemmo un accordo sindacale di cassa integrazione straordinaria della durata di 12 mesi per consentire ai lavoratori (circa 30 su un totale di 41) di avere un sostegno al reddito. La società si impegnò a portare avanti le attività di Officina (meccanica pesante e carpenteria) e nel frattempo verificare nuove opportunità legate ai cantieri”.

“Nel corso del 2012 – assicura Pasa – la Finintra non ha fatto nulla per ricollocare i lavoratori, non ha fatto nulla per portare lavoro e commesse all’impresa e addirittura ha cessato anche l’attività legata all’officina di Cairo Montenotte, lasciando in mezzo ad una strada tutti e 41 i lavoratori e ancora una volta senza mantenere gli impegni presi mesi prima. Lavoratori che da oggi, 1 agosto, non hanno più la copertura della cassa integrazione, che tra l’altro sono in attesa di ricevere dal mese di febbraio, e saranno coperti solamente dalla mobilità”.

“La proprietà della Finintra, oggi Officine Cairesi, dopo la variazione di denominazione fatta all’inizio del 2013, addirittura non ha i denari per pagare le liquidazioni ai lavoratori, che invece avrebbe dovuto accantonare, e nemmeno i denari per pagare i fondi pensione. Oltre a licenziare le persone, non mantenere gli impegni, lasciano nella miseria le persone che per anni hanno fatto dell’azienda il fiore all’occhiello della provincia di Savona per professionalità esperienza e capacità. La proprietà nel corso degli ultimi 3 anni è stata condannata dal Tribunale di Savona, su denuncia della FIOM-CGIL per appropiazione indebita e comportamento antisindacale nel gennaio del 2012 per avere trattenuto i denari ai lavoratori ma non averli versati ai fondi pensione; è stata condannata dal Tribunale di Savona nel gennaio del 2013 che ha revocato l’affitto di azienda CROSA del 2003, e infine nel mese di maggio di quest’anno il Tribunale, visto che Finintra non pagava l’affitto dell’officina al curatore fallimentare da moltissimi mesi, ha revocato anche l’affitto del sito stesso”.

Continua Pasa: “Siamo di fronte a personaggi che con l’imprenditoria savonese non hanno niente a che fare, siamo di fronte a persone che ancora oggi dirigono aziende in giro per l’Italia, la loro presenza all’interno di imprese sane rischia di mettere in difficoltà altri lavoratori e altri lavoratrici così come è accaduto per la Finintra Enineering di Cairo Montenotte. E’ assurdo come le istituzioni locali su questa vicenda abbiano chiuso gli occhi e che nessuno si sia, almeno fino ad oggi, posto il problema di come potrebbe essere riutilizzato il sito dell’officina lasciato ormai libero dall’azienda e di proprietà del Tribunale con l’obbiettivo di ricollocare la maggior parte dei lavoratori che oggi sono in seria difficoltà economica e di vita quotidiana”.

“Non è più accettabile, per la situazione occupazionale di questo territorio, dove vi sono più di 28 mila disoccupati, che le imprese cessino le attività o decidano di delocalizzare solo in nome della crisi, è necessario che le istituzioni locali a partire dai Comuni interessati, chiedano il conto a queste imprese e si facciano carico di cercare la soluzione insieme ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali. Ci saremmo aspettati, i lavoratori si sarebbero aspettati più interessamento da parte delle istituzioni in questi 2 anni di vertenza. Oggi è troppo tardi, oggi ci sono altri 41 lavoratori in mezzo ad una strada. Non bastano i tavoli del lavoro e gli spot di questo e quel politico , servono decisioni forti e immediate per rimettere una volta per tutte il lavoro al centro della discussione di questo Paese. Il nostro territorio rischia di non avere più industria , e i territori senza industria sono territori che non possono vivere!” dice Pasa.

“La proprietà della Finintra, ha il dovere di sanare la situazione economica dei lavoratori, ha il dovere di metterci la faccia fino alla fine, contrariamente a quello che ha fatto dal 2012 ad oggi, nominando un amministratore delegato che non ha avuto fino ad oggi nessun potere decisionale. I lavoratori oltre ad essere stati licenziati, oltre ad attendere le indennità di cassa integrazione in deroga dal mese di marzo, dovranno anche rimetterci dei denari per iniziare, come già hanno fatto, percorsi legali nei confronti della proprietà con l’obbiettivo di recuperare quanti più denari possibile: denari che sono dei lavoratori ma che l’impresa ha negli anni occultato” cocnlude Pasa.

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