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Bombardier: rinviata intesa su cassa integrazione, spiragli per nuove produzioni a Vado

Vado L. Positivi spiragli, in mattinata, nella sede della Regione Liguria, per il rilancio e il superamento della crisi della Bombardier di Vado Ligure, multinazionale elettro-meccanica che progetta e costruisce di treni, tram, rotabili ferroviari, impianti di segnalamento e sicurezza.

Dal tavolo di confronto convocato dall’assessore al lavoro Enrico Vesco con azienda, sindacati, Rsu sindacale, per un primo esame della richiesta di ammortizzatori sociali per 145 operai e una cinquantina di impiegati, i vertici Bombardier non hanno escluso la possibilità di una nuova ripartizione del carico di lavoro. Soluzione che darebbe un importante boccata di ossigeno alla produzione e potrebbe ridurre il numero di lavoratori in cassa integrazione straordinaria. Il confronto fra azienda e lavoratori su cassa integrazione e futuri investimenti prosegue, lunedì 16 settembre le parti si incontreranno nuovamente.

Tutto è legato alla recente commessa di 1 miliardo e 500 milioni acquisita da Bombardier con Ansaldo Breda per 50 treni Alta velocità Etr Zefiro che prevede una distribuzione del lavoro per un 60 % a Breda e al restante 40% a Bombardier. Quest’ultima, oltre a produrre in Spagna i convertitori elettrici, realizza i carrelli dello Zefiro. Una lavorazione complessa assegnata alla Bombardier Germania, nonostante il sito di Vado Ligure abbia le competenze e le strutture per produrre i carrelli come è accaduto per il locomotore E464 e “che più volte il personale di Vado sia stato chiamato a intervenire per lavori di riparazione e messa a punto dei carrelli in altri siti industriali Bombardier” affermano i sindacati. La richiesta dei sindacati è che produzione dei carrelli passi nello stabilimento di Vado Ligure che guadagnerebbe 8 mila ore lavorative nel 2014 e 40 mila per gli anni 2015 e 2016. Una quota importante, pari a un quinto delle ore di produzione del sito ligure di Bombardier.

Per Vesco, la riunione ha registrato, anche da parte dell’amministratore delegato Luigi Corradi, “un clima di ottimismo sulla possibilità che i vertici europei di Bombardier decidano il passaggio di produzione dei carrelli a Vado Ligure. E’ infatti poco comprensibile che un sito come quello di Vado Ligure, con elevate professionalità e competenze con alle spalle gradi produzioni venga penalizzato da logiche aziendali che si traducono con la cassa integrazione. L’Etr 1000 è un fiore all’occhiello della tecnologia italiana, giusto che anche Vado Ligure e non solo Spagna e Germania, contribuisca a realizzarlo” ha detto Vesco.

Intanto per l’11 settembre è stato convocato un nuovo tavolo istituzionale che dovrà definire le reali prospettive produttive per lo stabilimento di Vado L.

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