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Banca Carige, il piano di Berneschi: Unipol al 27%. No dalla Fondazione

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Liguria. Unipol secondo socio al 27%, con la fondazione Carige al 35%. Sarebbe questo, a quanto viene riferito, il risultato del piano messo a punto dal presidente di Banca Carige, Giovanni Berneschi, per portare a termine il rafforzamento patrimoniale da 800 milioni imposto da Bankitalia.

Il piano, piuttosto articolato, prevede che Unipol conferisca la sua banca, nell’ambito di un aumento di capitale riservato, e rilevi le due compagnie assicurative di Banca Carige in corso di dismissione, dando un contributo decisivo al raggiungimento degli obiettivi di rafforzamento patrimoniale fissati da Bankitalia.

Il progetto è stato recentemente comunicato da Berneschi e Repetto e illustrato da quest’ultimo ai due consigli dell’ente che si sono riuniti lunedì scorso. Il comunicato della Fondazione lascia poco spazio a dubbi circa la sua accoglienza: l’ente, si legge nel nota emessa dopo la riunione, intende “conservare una posizione di azionista rilevante per garantire a Carige indipendenza e condizioni ottimali per il suo sviluppo”.

L’ingresso di Unipol permetterebbe tra l’altro a Berneschi, in rotta di collisione con la Fondazione e con il gruppo bancario francese Bpce, l’altro socio forte di Carige con una quota del 10% del capitale, di restare in sella, potendo contare sull’appoggio della compagnia bolognese e su quello dei soci privati di Carige, titolari del 6% del capitale.

Tra i quali, oltre allo stesso Berneschi, figura anche la Coop Liguria (1,8% del capitale), la stessa Coop a cui fa riferimento anche il 6% circa di Finsoe, la holding di controllo di Unipol. Proprio il presidente di Coop Liguria (e consigliere di Unipol), Francesco Berardini, nei giorni scorsi era intervenuto a difesa di Berneschi esprimendo “forte preoccupazione” per la mossa, ispirata dalla Fondazione, di provocare le dimissioni di otto consiglieri per far decadere il consiglio e accelerare la fine del regno di Berneschi.

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