Cronaca

Truffa del rolex, contestati nuovi episodi di raggiri ai tre componenti della banda

Salvatore Rasizzi, Pamela Boscarino e Salvatrice Rasizzi

Albenga. Nuove accuse per i componenti della banda della truffa del rolex. I tre, Salvatore Rasizzi, Pamela Boscarino e Salvatrice Rasizzi, tutti venticinquenni e siciliani, hanno infatti ricevuto una nuova ordinanza di custodia cautelare per nove nuovi episodi, alcuni dei quali avvenuti in provincia di Savona e altri in altre province italiane tra cui quella di Piacenza.

Le nuove accuse sono state contestate ai tre, che devono tutti rispondere di truffa, nei giorni scorsi. Ad arrestarli erano stati, nel maggio scorso, i carabinieri di Albenga con un’operazione battezzata “Mito”. Le manette erano scattate durante un “colpo” della banda. I tre prima avevano lanciato una pietra contro l’auto di una signora di 65 anni, mentre questa stava parcheggiando. Poi è entrata in azione una delle due donne, che con un orologio rotto al polso ha convinto l’anziana di averla urtata al braccio, pretendendo un risarcimento per l’orologio del valore (ovviamente inventato) di 25.000 euro. La truffatrice a quel punto aveva intimorito la vittima della truffa, dicendole che avrebbe chiamato l’assicurazione. Quindi aveva passato la comunicazione all’ignara donna; dall’altro capo del telefono era entrata in scena l’altra truffatrice che aveva consigliato all’anziana di pagare la cifra richiesta per l’orologio.

Subito dopo la donna era stata accompagnata in banca dalla malvivente, che però era rimasta in auto in attesa, mentre in banca era entrato in scena l’uomo che aveva seguito passo dopo passo l’anziana. Quest’ultima aveva prelevato 4600 euro dalla filiale bancaria di Albenga. A quel punto gli uomini dell’Arma, già appostati nelle vicinanze, erano entrati in azione, bloccando prima l’uomo, che dalla banca dati risulta gravato da numerosi precedenti di polizia per gli stessi reati. Le due donne erano state poi bloccate a bordo di una Alfa Mito di colore nero, già segnalata in occasione di analoghe truffe, dopo un lungo inseguimento in autostrada e con l’ausilio della polizia stradale, a Mondovì.

Un modus operandi che, secondo quanto accertato dai carabinieri, si ripeteva di continuo e in diverse zone d’Italia. Il gruppo sceglieva sempre persone anziane e, facendo loro credere di passare guai con l’assicurazione, li convinceva a consegnare un risarcimento immediato in contanti.

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