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Savona, trasportava cinque clandestini nel cassone del suo camion: autista turco patteggia due anni

Savona. Due anni di reclusione con la sospensione condizionale per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. E’ questa la pena patteggiata questa mattina da Hamdullah Keskin, l’autista turco di 47 anni che era stato arrestato nell’aprile scorso perché nel cassone del suo tir la polizia aveva trovato cinque stranieri clandestini, tre siriani (uno di 21, l’altro di 36 anni e un altro ancora di 34, disabile, in sedia a rotelle) e due afghani di 16 anni.

L’autista, durante l’interrogatorio di convalida del fermo, si era difeso spiegando di essere all’oscuro della presenza dei cinque nel suo rimorchio: “Non sapevo che fossero nel cassone e appena ho sentito dei rumori provenire da lì sono io che ho chiamato la polizia”. Il camionista, assistito dall’avvocato Marco Ballabio, aveva negato con decisione di sapere che, insieme ad un carico di vestiti, trasportava quelle persone, ovviamente tutte prive di permesso di soggiorno: “Sono partito da Istanbul, se avessi avuto il compito di portarli in Italia li avrei fatti scendere ad Ancona senza portarli fino qui. Io so solo che ho recuperato il rimorchio con i sigilli e non l’ho mai aperto”. Nonostante questa versione il giudice aveva convalidato l’arresto di Keskin che, questa mattina, davanti al giudice Donatella Aschero, ha scelto di patteggiare.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, a dare l’allarme erano stati alcuni automobilisti che si erano fermati per una sosta all’area di servizio di San Cristoforo Nord, sull’autostrada A10. Mentre raggiungevano l’autogrill per un caffè diverse persone avevano sentito arrivare dal rimorchio di un tir parcheggiato grida in lingua straniera e i colpi di qualcuno che batteva furiosamente i pugni contro le paratie. A quel punto erano intervenute le volanti della questura e della polizia stradale che avevano forzato le porte del camion e avevano scoperto i cinque clandestini.

Il loro era un viaggio disperato: partiti dalla Turchia erano passati attraverso la Grecia e poi lungo la costa adriatica come risulta dal controllo del tachigrafo. Dai primi accertamenti emerge che, per quel viaggio, gli afghani dicono di avere pagato 1500 euro a testa, i siriani 4 mila. I cinque, disidratati e spossati, erano stati soccorsi e accompagnati in questura. Poi i minori erano stati affidati a una comunità, come aveva stabilito il tribunale di Genova, e gli altri a una struttura specializzata per i rifugiati umanitari. Strutture dalle quali i clandestini si erano poi allontanati facendo perdere le proprie tracce.

Commenti

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  1. Scritto da mrscultz

    Ma che fessi questi cinque clandestini…ora c’è Cecile (Kyerge) che subito vi fa avere una carta di identità nuova di zecca con annessa cittadinanza Italiana, una tessera sanitaria, una casa, un lavoro ed anche…un conto in banca (quello senza spese e con tablet in omaggio!)…ma perchè scappare? Al “povero autista” i soldi guadagnati non gli basteranno nemmeno per l’avvocato…questa è l’Italia!!!