Ospedale Albenga, dottoressa Cavanna: “Troppe emergenze gravi e nessun potenziamento: disinformazione e bugie”

Albenga. Verdi, gialli e rossi: tinte che indicano i codici di emergenza negli ospedali e che, in quello ingauno, portano a un mix confuso e poco decifrabile. L’allarme, lanciato dalla dottoressa Graziella Cavanna, presidente dell’associazione “Albenga è”, riguarda il Punto di Primo Intervento del Santa Maria Misericordia, che deve fare i conti con un numero di accessi sproporzionato al numero di operatori e non in linea con le caratteristiche della struttura da tempo declassata.

“Giunta l’estate, emerge in maniera prepotente il caos dei nostri ospedali – denuncia il presidente dell’associazione albenganese, nata per la conoscenza e divulgazione dei problemi del comprensorio ingauno – Il ‘Punto di Primo Intervento’ di Albenga continua ad avere un numero elevato di accessi che non riesce o non è più autorizzato a trattare. Difatti spesso sono codici rossi, che giungono spontaneamente o addirittura inviati dal 118”.

Il risultato sarebbe un caos totale, con code per l’accettazione presso la struttura ingauna per poi dover essere trasferiti altrove. “La follia – sottolinea la dottoressa Cavanna – sta nel fatto che il paziente, dopo aver atteso per l’accettazione ad Albenga, dovrà mettersi in coda per il trasferimento e, quando finalmente giungerà nel Pronto Soccorso di Pietra Ligure, dovrà aspettare la nuova attribuzione di codice, in una struttura intasata e con tempi di attesa inaccettabili. Sostanzialmente potrebbero passare anche 10 ore. Chi ha pensato e messo in atto una simile organizzazione ha pesanti responsabilità nei confronti della popolazione e degli operatori: in questo modo il malato e la sua incolumità corrono gravi pericoli. Di attesa si può morire”.

E in effetti, per gli accessi spontanei, è davvero difficile che qualcuno possa farsi un’auto-diagnosi corretta, per cui può capitare – come spesso capita – che si giunga al Punto di Primo Intervento pensando di avere un malessere poco importante ma che, in realtà, nasconda patologie più gravi per curare le quali la struttura ingauna, per sua stessa natura, non è preparata. “Bisogna spiegare davvero ai cittadini cosa sia un ‘Punto di Primo Intervento’ in cui si possono curare solo i codici verdi, mentre per le emergenze gravi bisogna ricorrere a veri pronto soccorso. E poi non si devono dire bugie” dice il presidente di “Albenga è”.

Di qui l’affondo: “Come si può pensare che l’ospedale di Albenga, che esiste da secoli, non venga più considerato come un punto di riferimento, anche per interventi d’emergenza, da un bacino di utenza di oltre 60.000 residenti e che in estate supera abbondantemente i 100.000? Certo occorrerebbe una campagna informativa attenta, precisa e costante con informazioni chiare sul tipo di prestazioni possibili”.

E ancora: “In realtà periodicamente i nostri politici pubblicano messaggi vaghi, confusi e errati che lasciano intravvedere inesistenti potenziamenti, tacendo sui graduali ma progressivi trasferimenti di reparti, strutture e personale che rendono quindi impossibili e insicuri gli interventi necessari. Anche la notizia lanciata una decina di giorni fa su tre nuovi medici che arriveranno al Punto di Primo intervento è falsa. Chi ci guadagna da queste bugie? Purtroppo a pagarne le conseguenze sono gli utenti e gli operatori stessi che cercano di affrontare le emergenze al meglio, ma non hanno gli aiuti necessari. La situazione è allarmante” conclude Cavanna.

Vuoi leggere IVG.it senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.